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I CAMPIONI PESARESI

Le facce dello sport: la crisi di Magnini
e le rivincite di Rossi e Ambrosini

Lo squalo di Villa San Martino torna deluso da Pechino, lasciandosi alle spalle un'Olimpiade amara. Valentino a Brno ha messo una serie ipoteca sul titolo. Il milanista ha segnato due gol tra gli applausi nel trofeo Berlusconi

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Valentino Rossi Pesaro, 19 agosto 2008 - Corone che vanno, corone che vengono fra i tre principi regnanti dello sport pesarese. All’Olimpiade di Pechino, Filippo 'Filo' Magnini si è appena tolto di testa la sua di campione del mondo dei 100 stile libero depositandola tristemente ai piedi della nuova ondata di grandi nuotatori. Alla ripresa della stagione, al gran premio di Brno, il 'dottor' Valentino Rossi si è rimesso in testa la sua, quella di gran capo della MotoGp, 'facendo cadere' per la prima volta dopo trenta gare il suo maggior avversario Casey Stoner.

 

Massimo Ambrosini si è risistemato la sua corona preparandosi ad un prospero regno per gli anni della maturità: come 'difensore centrale' del Milan, secondo quanto ha detto il suo presidente Galliani,mentre lui nell’attesa, tanto per gradire, ha segnato due gol alla Juventus nel Trofeo Berlusconi. Nel suo futuro - forse - non ci sarà più la Nazionale, ma il suo ruolo nella sua squadra pare certo che acquisterà peso, sostanza e rilievo.

 

Olimpiade triste per Filippo Magnini, per la prima volta nella sua vita di nuotatore costretto ad uscire di scena nell’anonimato anziché sotto la luce del flash e dei riflettori. L’esclusione dalla finale dei 100 metri stile libero è stata una mazzata non da poco e a mente fredda si concretizza pian piano una domanda: è stata solamente una circostanza sfortunata e deludente, come è peraltro successo a Pechino ad altri fior fiore di campioni di altri sport e di altre nazionalità, o si tratta invece di un picco ormai raggiunto e dal quale il futuro prevede solamente una lenta discesa nella scala dei valori mondiali?

 

Filippo è uomo di ottima testa e di altrettanto ottime doti umane, quando la polvere si sarà depositata e avrà ritrovato tranquillità e serenità saprà guardarsi dentro fin nel profondo e solamente lui sarà in grado di dire a se stesso posso ancora farcela oppure no. Il viaggio di ritorno da Pechino è lungo assai e già in quelle ore 'Filo' comincerà a risistemare le cose dentro di sè.

 

Chi le sue cose pare averle sistemate al meglio dopo la serie di guai personali e tecnici che gli sono piovuti addosso è invece Valentino Rossi, colui che molti (specialmente i suoi tanti nemici) avevano dato per perso ostentando un farisaico viso di triste dispiacere, è imperiosamente tornato a nuova vita e adesso, di nuovo, 'l’ordine regna nel paddok': quello di Vale. Un 'déjà vu', ha definito con finezza la caduta di Stoner da lui incalzato sul circuito di Brno.

 

Il 'déjà vu' era quello di Biaggi che su quella pista, su una moto anch’essa rossa, nel 2001, scivolava a terra con 'Vale' che lo incalzava come un lupo la preda. Le mani di Rossi non tremano mai quando è ora di riprendersi la sua corona che, salvo drammi imprevisti, lo accompagnerà sul trono del suo ottavo titolo di campione del mondo. Privilegiati spettatori di queste vicende ad alto livello, noi pesaresi possiamo assistere da vicino alle vicende di tre grandi campioni di altrettanti sport nati e cresciuti nella nostra città. E’ chiaro che, come ora nel caso di Magnini, non può sempre trattarsi di vicende vittoriose e liete, ma, come dice il saggio: non conta le botte che prendi, conta piuttosto come ti sai rialzare.

Franco Bertini










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