Parla il gestore di un bar di piazzale Lazzarini accusato di aver malmenato un nomade. "Non l’ho neanche toccato, anzi mi ha detto che mi avrebbe bruciato il negozio". La storia finisce a denunce. E ora montano le polemiche
Pesaro, 28 agosto 2008 - "Io quel ragazzo rom non l’ho neanche sfiorato. Sono stato minacciato e ora mi ritrovo a dover dimostrare che non gli ho fatto nulla. Hanno voluto provocarmi, la realtà è che per certa gente che sta in Italia pare ci siano solo diritti, mai doveri. Mentre per noi italiani è tutto il contrario....''.
Parla il titolare della gelateria 'Zio Marco', di piazza Lazzarini. E’ originario di Roma, ha 40 anni, è a Pesaro da non molto, la settimana scorsa si è trovato tirato in ballo con l’accusa di aver picchiato un 17enne Rom, che si aggirava nei pressi dei tavolini all’esterno del suo locale. A seguito della aggressione — che il titolare del locale nega — è scesa in campo l’associazione 'Everyone', che ha bollato l’episodio come ''di matrice puramente razzista, lesivo dei diritti fondamentali e della dignità dell’individuo''.
Cosa è successo, secondo lei, quel giorno? ''Io ero nella mia gelateria — risponde il 40enne titolare dell’esercizio — e due o tre volte ho detto a quel ragazzo che si aggirava per i tavoli di allontanarsi, ma lui continuava a stare lì. Gli ho chiesto di allontanarsi perché spesso i turisti lasciano i soldi del conto sui piattini dei tavolini, e talvolta sono anche 15 o 20 euro...''.
Quindi cosa è successo?
"Lui continuava a stare lì, mi diceva ‘qui non è tuo’, io gli ho risposto ‘invece il locale è mio’, lui a un certo punto mi ha detto ‘attento che io ti brucio il negozio’. A quel punto ho fatto la finta, ma solo la finta, senza neanche sfiorarlo, di alzare la mano verso di lui...". Il ragazzo Rom sostiene invece di essere stato picchiato e che il titolare gli avrebbe detto "vattene o ti brucio vivo".
Quindi?
"Lui se n’è andato dove stanno sempre i suoi amici, verso i giardini dell’ospedale. Io non l’ho inseguito, come sostiene lui. Sono rimasto nella gelateria e ho chiamato i carabinieri, so che l’hanno identificato, e so che lui ha riferito ai carabinieri che io l’avevo percosso". Tanto che sempre Everyone ha parlato di 5 giorni di prognosi a seguito della botta. Stigmatizzando anche l’indifferenza di chi ha assitito al fatto.
Cosa risponde alle accuse del ragazzo e dell’associazione?
"Che io lavoro 20 ore al giorno, e non posso tollerare chi disturba il mio lavoro. Ma questo senza alcuna implicazione di tipo razzista: con qualsiasi persona, tunisina, italiana o chi volete voi, mi sarei comportato nella stessa maniera se mi avesse disturbato come faceva quel ragazzo. Non c’entra il fatto che lui sia Rom".
Perché lei ha fatto una denuncia, a sua volta?
"Perchè quel ragazzo mi ha detto ‘e io ti brucio il negozio’. Voglio che casomai davvero mi capitasse qualcosa, le forze dell’ordine sappiano dove devono andare per cercare i responsabili".
Ma allora perchè secondo lei sarebbe successo tutto questo?
"Perchè hanno voluto provocarmi, hanno visto che in altri casi ho allontanato altri Rom che giravano intorno al mio negozio, e loro non hanno gradito".
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