L'uomo aveva inviato alla compagna alcuni sms dove diceva di esser stato sequestrato vicino a Mercatino Conca e la tranquillizzava sul suo stato di salute. I carabinieri lo hanno intercettato in Calabria insieme a un'altra donna e denunciato per procurato allarme e simulazione di reato
Pesaro, 12 settembre 2008 - Non sapeva come giustificare alla moglie la sua assenza per diversi giorni da casa, per via di una scappatella con un'altra donna, quindi ha pensato di inventarsi un rapimento. L'uomo, un 35enne che risiede in Valmarecchia, era sparito da casa il 10 settembre e avava detto alla compagna, una ragazza di Cattolica, di essere stato sequestrato da una banda di rapitori nella zona di Mercatino Conca.
Per cercare di tranquillizzarla, nelle 12 ore successive al finto rapimento, le aveva inviato messaggi telefonici rassicuranti, dove affermava di essere in buona salute ma di non saper fornire indicazioni sul luogo in cui i sequestratori lo tenevano segregato.
La compagna, credendo alla storia del rapimento, ha immediatamente avvertito i Carabinieri di Novafeltria che invece hanno scoperto la verità. Grazie ad alcuni accertamenti tecnici, il simulatore è stato localizzato, in compagnia di un'altra donna alla guida della sua 'Ford Galaxy' mentre percorreva l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, all'altezza di Lamezia Terme. E' stato denunciato per simulazione di reato e procurato allarme. Ora rischia una condanna fino a tre anni di carcere.
Detto e fatto. Angelo Vercesi si è gettato con il paracadute in tandem all’istruttore della scuola di paracadutismo 'Alimarche'. Prima esperienza per l’allenatore scudettato. ''Un’esperienza fantastica'' ha detto Vercesi, che ha raggiunto un altro obiettivo