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ROSSI A UN PASSO DAL MONDIALE

La terra del 'Cavatappi' come reliquia
A Tavullia si è pensato di inscatolarla

Valentino l'aveva raccolta a Laguna Seca, nella curva che ha segnato la svolta della sua stagione. Ora è in bella mostra nella vetrina della Tabaccheria Multinazionale. I 'pellegrini' arrivano fin dalla Spagna per ammirarla dal vivo

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Valentino Rossi bacia la pista nella curva del 'Cavatappi' Pesaro, 25 settembre 2008 - Ormai non è più semplice e volgare terra. Ormai è una reliquia, e i 'pellegrini' — dopo averla vista in un servizio della tv nazionale — arrivano fin dalla Spagna per visitarla e per ammirarla dal vivo nella vetrina della Tabaccheria Multinazionale di Franco Franca sulla strada principale di Tavullia. Contenuto dentro un vaso di vetro — definirlo una 'teca' forse sarebbe troppo — sta racchiuso un chilo abbondante del terriccio del Cavatappi del circuito californiano di Laguna Seca, 'spolverato' da Valentino Rossi nel suo ormai leggendario duello con Casey Stoner.

 

Vale capì prima di tutti che quella sua piccola 'scampagnata' sulla terra era stato il punto di Archimede su cui aveva svoltato il campionato della MotoGp e infatti dopo la gara tornò sul luogo del delitto, si chinò e baciò la pista e quel terriccio rossastro.

 

Adesso un po’ di quella terra, trasportata dallo stesso Franca attraverso tutti gli Usa e l’oceano Atlantico, fa bella mostra di sè immersa tra una miriade gialla di gadget piccoli e grandi del nume tavulliese. Per capire che aria tira lì dentro, basti dire che qualche sera fa è entrata una giovane cliente proprio in caccia di 'memorie' valentiniane e quando i proprietari del negozio le hanno detto che Valentino era stato lì fino a qualche minuto prima, anche lui per ammirare il 'terriccio', la ragazza ha singhiozzato a lungo sull’incredibile occasione che le era sfuggita per poco. In quella tana delle meraviglie, i tifosi di 'Vale' entrano come il conte di Montecristo nella grotta del tesoro: non sanno dove guardare, cappellini e magliette, portachiavi e nuovi 'aggeggini' da appendere al cellulare, da una parte hanno il numero 46 d’ordinanza e dall’altra una piccola spugnetta per pulire lo schermo del telefonino.

 

Tutta questo campionario è ormai dilagato anche su 'e bay' dando vita ad un mercato parallelo. Con l’aria di beatificazione che si respira alla vigilia della gara di Motegi, che potrebbe anche consacrare Valentino campione del mondo con tre gran premi d’anticipo, chissà cosa avrebbero dato i tifosi e i 'fedeli' per recuperare la tartaruga Ninjia di pelouche che il prode Vale ha tenuto per lunghi anni attaccata al suo casco. Figuriamoci poi per la tartarughina che porta ancora oggi tatuata su un fianco, a un palmo dall’ombelico...

Franco Bertini










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