Un giro al mercato per capire come fanno i pesaresi ad arrivare a fine mese. C'è tanta gente in giro ma non tutti hanno le mani piene di sacchetti. "Basta stare attenti e non fare sprechi e comprare quando ci sono le occasioni"
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Pesaro, 1 ottobre 2008 - "A fine mese? Qui è difficile già arrivare alla terza settimana''. Un giro a Pesaro per il mercato del martedì e questa è la frase che, di più, si sente ripetere. Pensionati e casalinghe (qualcuna con figli e un solo stipendio), ma anche precari costituiscono una bella fetta del popolo del mercato.
''In giro la gente c’è — ci spiega Damiano Torbinoni, 38 anni, commesso — ma gli affari vanno a rilento: non si vende sempre e, anche quando si vende, è perché il prodotto è buono e il prezzo è bassissimo. Solo trovando l’occasione la gente risparmia e così arriva a fine mese. E noi riusciamo a sopravvivere. Così ci sono giorni nei quali riesci a vendere qualcosa e altri nei quali non riesci a fare pari con le spese vive: posteggio, gasolio e tutto il resto. Perché la crisi ha raddoppiato tutto anche a noi. Ogni anno sei bravo se chiudi senza debiti''. E l’idea che si ha percorrendo piazzale Carducci, viale La Marca e dintorni, è proprio questa.
Tanta gente in giro, infatti, ma ben poca con le buste in mano, in una mattina che sta per finire. Anche Erica Santangeli è senza buste. Nel passeggino ha uno dei suoi tre figli. ''Io e mio marito lavoriamo entrambi — racconta — quindi a fine mese ci si arriva. Non ho qualcosa da comprare: faccio un giro e se trovo un’occasione ne approfitto. Puntando sempre a cose che possono servirci, certo. Se si cerca bene qualche occasione si trova''.
Anche Rosa Minoia, casalinga di 60 anni, al mercato è venuta... ''a vedere. Ma tutto è aumentato, anche le ‘bollette’ e quindi bisogna risparmiare un po’ su tutto. Dai vestiti ai consumi di acqua, luce e gas. Per poter mangiare: quello non si può evitare. E con qualche sforzo si ‘arrivicchia’ a fine mese''. Anche Monica Floridi, mamma di due figli, è tra le bancarelle in cerca di occasioni. ''Adesso aumenta tutto: il costo della corrente elettrica è salito tantissimo, ma anche il gas. A qualcosa bisogna rinunciare. Andare a cena fuori, per esempio: anche solo per una pizza è difficile quando si è in quattro''.
E la ricerca delle occasioni, delle offerte, sembra la soluzione scelta da tutti i pesaresi per superare questa crisi. Passeggera, ci avevano detto. Ma che nelle voci ‘del mercato’ sembra insista da troppo tempo. ''Non ce la facciamo più — non vede l’ora di sfogarsi Sandro Rinaldi, presidente dell’associazione degli ambulanti —. Qui tutti promettono e nessuno fa. Bisogna aumentare gli stipendi e le pensioni più basse: la gente non ci arriva più, non compra neppure la merce a 5 euro». Tanto che svariate sono le bancarelle che espongono prodotti in vendita a un euro. Davanti a una di queste c’è Valeriano Omiccioli, pensionato. La spesa in casa la fa la moglie «ma bisogna stare attenti — dice lui — perché i soldi finiscono subito. Per questo, a volte, è meglio il mercato''.
''C’è più scelta — precisa Lucia Angelini, da poco in pensione — e i prezzi più svariati: così uno può scegliere. Io riesco a trovare quello che mi serve e al prezzo giusto. Perché, una volta pagati affitto, bollette e le altre spese fisse, resta poco. Si rinuncia alle vacanze, al ristorante, a qualche uscita. E se rimane meno in tasca, allora si compra di meno. C’è gente che si limita anche sul cibo, preferendo qualcosa che costa meno ad altro che magari piace di più''.
Ultima voce quella di Annamaria Vimini, 63 anni, pensionata: ''Al mercato ci compro la frutta. Vengo ogni martedì e faccio la spesa per tutta la settimana. Poi scelgo le offerte migliori nei grandi supermercati. Bisogna risparmiare in tutto, anche spegnendo luce e tv quando non servono. Io e mio marito però viviamo bene, ma ci accontentiamo. Compro spesso le scarpe: i vestiti, invece, li uso per più stagioni. Insomma, se non si fanno sprechi, in due e con due pensioni, si sopravvive''.
Elisa Venturi
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