Ma l’ex senatore scenderà davvero in campo? Se arriverà la Lista Civica non passerà attraverso le 'mediazioni'
Pesaro, 9 ottobre 2008 - Se qualche amico o conoscente pesarese, incontrando Giuseppe Mascioni, dovesse provare a porgli la classica domanda del momento (''Allora, si scende in campo?''), otterrebbe, presumibilmente, una risposta interlocutoria. Il senatore non avrebbe ancora deciso. Eppure se qualcuno provasse a porgli il problema dei 'tempi', otterrebbe, invece una risposta sibillina: ''La scelta dei tempi, in politica, è spesso decisiva''.
E allora? Allora il convitato di pietra è ancora tale. Non si è svelato e non si vuole svelare. Chi aveva annunciato un suo pronunciamento a fine settembre, evidentemente, aveva notizie non realistiche o ha preso un granchio. In politica succede. Soprattutto in una fase in cui il «teatrino» delle dichiarazioni ha ormai raggiunto livelli insopportabili e dove ciascuno, soprattutto nel centrodestra, è convinto di rappresentare qualcosa in più di se stesso. Non c’era annuncio, dunque. Nemmeno un preannuncio, visto che l’interessato ancora non ha, evidentemente, deciso fino in fondo quello che vuole fare e che farà.
Di sicuro, però, Giuseppe Mascioni ha fatto sapere agli amici ed ai conoscenti, anche a coloro che vorrebbero un suo coinvolgimento nelle prossime elezioni per il sindaco di Pesaro, che non ha nessuna intenzione di mischiarsi con il «teatrino», di partecipare alla fiera delle dichiarazioni più o meno ultimative e più o meno decisive. Non gli interessa, non è per lui. A quanto è dato capire - da osservatori esterni - non ha nemmeno tanta voglia di sedersi ad un tavolo con 6 -7 o 8 tra partiti ed associazioni, tra circoli e rassemblementi. Sarà anche un politico protagonista della prima repubblica, Giuseppe Mascioni, ma, se scenderà in campo, cercherà di interpretare la seconda.
A cominciare dalla prima riforma, quella che ha dato almeno all’inizio buoni frutti, l’elezione diretta del sindaco. Se ci sarà un candidato Mascioni, sarà un candidato che vuole parlare all’intera città, che cercherà il confronto con i cittadini attraverso una lista civica e senza la mediazione dei partiti, di 'questi partiti', potrebbe dire l’interessato. Un candidato che proponga un cambiamento, a cominciare dal metodo politico. Un Comune-santuario, dove le scelte siano guidate anche da etica e morale. Dove - è dato capire - la politica sia interprete dei bisogni dei cittadini, prima che di gruppi o di ciò che resta dei partiti politici.
Non rinnegherà, ovviamente, la sua storia Giuseppe Mascioni, per lui il partito, quello vero, resta il Pci, poi c’è l’esperienza nel Pds. Ma oltre non va. Ricorderà al ceto politico ed agli elettori che la rottura, nel 2004, è agli atti. Mascioni chiese un sussulto più morale che politico, chiese un cambiamento gestionale indicando due leader del momento da cambiare (Alberto Drudi e Lorenzo Rossi) ed un altro da riportare in un alveo più collettivo (Palmiro Ucchielli) ottenne una risposta negativa dal partito.
Più sulla seconda richiesta che sulla prima. Ucchielli è ancora il fulcro del potere del Pd, Alberto Drudi è ancora al suo posto. E’ tramontata la stella di Lorenzo Rossi, ma più perché ha alzato troppo la testa che per la volontà di chi lo ha messo da parte. Nulla dunque è cambiato in questi 4-5 anni e Giuseppe Mascioni potrebbe anche pensare che, invece, la città abbia bisogno di qualcosa di diverso.
Di un sussulto morale e politico. Attorno a questo quesito ruota la sua futura decisione. Se la risposta fosse sì, avremo la Lista Mascioni ed una competizione diversa, probabilmente, dallo schema di cui tutti parlano: Pd contro Pdl con liste di contorno e di disturbo. In quel caso resteranno da definire i temi, che, in politica, come Mascioni sa bene, sono spesso decisivi...
Luigi Luminati
Grande successo per la mostra su Giovanni Bellini alle Scuderie del Quirinale. L'opera, solitamente custodita ai Musei Civici di Pesaro, ha richiamato oltre 4.300 persone tra sabato e domenica. L'esposizione, che conta sessanta dipinti del Maestro veneziano, ha ottenuto ottimi giudizi anche dai critici, che l'hanno definita 'unica e irripetibile' (La mostra potrà essere visitata tutti i giorni fino all'11 gennaio)