Notizie Pesaro
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
CITTADINI AL VERDE

Se la banca ti fa storie
meglio il banco (dei pegni)

Con la crisi che attanaglia la gente, è tornato di moda anche il 'Banco dei pegni'. Nelle due sedi provinciali già 1.400 persone, dall’inizio del 2008, hanno bussato alle porte portando i beni di famiglia in cambio di denaro

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Euro Pesaro, 10 ottobre 2008 - Nessun cappotto logoro nè toppe sugli abiti. Chi, oggi, si affida al ‘banco dei pegni’ nulla ha a che fare con i personaggi in bianco e nero delle pellicole di Totò. Liberi professionisti, pensionati, persone più o meno benestanti, sempre di più sono quelli che, in genere a causa di un imprevisto, hanno bisogno urgente di liquidità.

 

Perché quando lo stipendio basta appena a coprire le spese — la crisi non è più una novità —, una lavatrice da ricomprare o un guasto da far riparare, creano una necessità. E il pegno è un modo rapido per avere contante e senza dare troppe spiegazioni. Perché un po’ di quella vergogna di chi non ha altre alternative, nelle persone che ricorrono a questo tipo di prestito, ancora c’è. Fosse solo per tutelare l’immagine collegata al tenore di vita che si mostra all’esterno.

 

Ed è così, per esempio, che molti pesaresi preferisono la cinquecentesca sede storica di Fossombrone, all’ufficio senza finestre della sede di Pesaro. Nella provincia di Pesaro-Urbino, infatti, la polizza di pegno si può stipulare in Banca Marche, nelle due sedi di Pesaro e Fossombrone. Dopo che una legge del 1995 ha imposto al vecchio banco dei pegni di entrare a far parte degli istituti di credito.

 

"Tanto che ora il pegno è un prodotto bancario a tutti gli effetti — spiega Emanuela Boncompagni che si occupa delle stime —, di quelli della tipologia prestito al consumo. Il finanziamento, normalmente, dura 6 mesi e sono consentiti al massimo tre rinnovi. La polizza di pegno è un documento, un titolo di credito al portatore: il disimpegno, quindi, può essere fatto anche da un familiare. Una polizza, quindi, che può e deve essere sottoscritta alla luce del sole''.

 

E’ la velocità con la quale si ottiene moneta, una delle caratteristiche principali del credito su pegno, perché trasforma, immediatamente, in credito fruibile oggetti con valore commerciale e duraturo. Mille le polizze stipulate a Fossombrone dall’inizio dell’anno. Un numero che, rispetto allo scorso anno, è già cresciuto e che continua a crescere. Solo 400, invece, quelle a Pesaro. In una situazione che è un po’ più stazionaria e che si alimenta soprattutto di persone che difficilmente otterrebbero altre forme di credito. Sono i gioielli, di qualsiasi tipo, quelli che, in questo momento vanno per la maggiore.

 

''Sono i più facili da gestire — continua Emanuela Boncompagni — e i meno soggetti a cambiare con le mode. Quindi i più ‘vendibili’ in caso di aste. Anche se questa è una probabilità remota''. Ben il 90% degli oggetti portati, infatti, viene ritirato. ''Il bello (o il brutto, a seconda di come lo si guarda, ndr) del pegno — aggiunge la bancaria — è il legame affettivo che si ha con gli oggetti portati. Con la catenina del battesimo o i braccialetti dei figli. Anche per questo il pegno conviene alla banca: perché i soldi che escono poi tornano. E per gli utenti, quella del pegno è un’esigenza che c’era, c’è e ci sarà sempre''.

 

La media dei prestiti elargiti è compresa tra i mille e 2mila euro, con un tetto minimo di 50 euro, un massimo di 5mila euro per una singola polizza e un massimale di 10mila per ogni singolo nominativo — ma i tetti sono a discrezione degli istituti — per oggetti pagati a peso: 4 euro al grammo per catenine e braccialetti lisci, fino a 7 se lavorati. ''Il valore commerciale del singolo oggetto, però varia se si arriva all’asta. In quel caso, quello che si realizza in più viene messo a disposizione del cliente che ha fornito l’oggetto''.

Elisa Venturi










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

La pala del Bellini

Boom di visitatori
per la Pala del Bellini

Grande successo per la mostra su Giovanni Bellini alle Scuderie del Quirinale. L'opera, solitamente custodita ai Musei Civici di Pesaro, ha richiamato oltre 4.300 persone tra sabato e domenica. L'esposizione, che conta sessanta dipinti del Maestro veneziano, ha ottenuto ottimi giudizi anche dai critici, che l'hanno definita 'unica e irripetibile' (La mostra potrà essere visitata tutti i giorni fino all'11 gennaio)

Pancia da birra

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli