I colpi erano stati messi a segno tra maggio e agosto ai danni di imbarcazioni attraccate a Pesaro e Gabicce. Arrestati due moldavi (sospettati di essere coinvolti nei furti) perché clandestini e raggiunti da decreto di espulsione
Pesaro, 18 novembre 2008 - Una serie di colpi messi a segno tra maggio e agosto, tutti ai danni di imbarcazioni attraccate nei porti di Pesaro e Gabicce, e la scoperta di arnesi adatti per smontare i motori. Poi le indagini che, dopo alcuni mesi, hanno portato all'individuazione di un'organizzazione di moldavi specializzata nel furto di motori marini.
In manette, per ora, sono finiti solo due moldavi - sospettati di essere coinvolti nel furti - ma perché clandestini e raggiunti da decreto di espulsione, mentre un terzo complice è stato denunciato a piede libero perché trovato con arnesi particolari per lo smontaggio dei pesanti motori rubati nelle rimesse o staccati dalle imbarcazioni. L’inchiesta, coordinata dal pm Massimo Di Patria, non è finita e si attendono sviluppi a breve.
E’ un dato di fatto che dopo l’ondata di furti di motori marini e di costosi accessori come i telecomandi per la navigazione, risalenti all’estate scorsa (almeno 15 colpi per decine di migliaia di euro ogni volta) non si sia verificato più alcun episodio del genere. L’inchiesta dei carabinieri, coordinata dal pm Massimo Di Patria, non è finita e si attendono sviluppi a breve.
Foto di artigiani che hanno fatto la storia, immagini in bianco e nero di una provincia che ha fatto dell’imprenditorialità e del lavoro il proprio tratto caratteristico. E’ l'affascinante percorso descritto nel volume 'Cna60', storia dell’artigianato e dell’economia in provincia di Pesaro e Urbino