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LA BIESSE ALL'ESTERO

Inaugurato uno stabilimento in India
Investimenti per sei milioni di euro

Seimila metri quadrati di fabbrica a Bangalore, la Milano dell'India. Vi lavorano 86 operai, tutti indiani, ma il management è italiano. Produzione finalizzata al mercato interno. Roberto Selci: ''Da lì macchinari diretti anche in Cina''

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Stabilimento della Biesse in India (Foto omaggio) Pesaro, 21 novembre 2008 - Un anno fa sugli alberi attorno volteggiavano le scimmie, le strade erano sterrate e dietro le colonne portanti della palazzina servizi c’era un campo. Ieri a Bangalore, la Milano dell’India, la ‘Biesse’ ha inaugurato il suo stabilimento. Un investimento di quasi sei milioni di euro per 6mila metri quadrati di fabbrica.

 

Dentro vi lavorano 86 dipendenti, tutti indiani. Solo il management è italiano: a guidare la produzione Stefano Bartolini, Riccardo Quattrini e Paolo Galli. ''Sono stati loro a inaugurare il nuovo stabilimento — dice Roberto Selci — perché putroppo in questo momento non ho tempo e preferisco essere presente qui a Pesaro dove stiamo portando avanti progetti molto importanti che daranno i loro frutti sia sotto il profilo delle nuove tecnologie, sia per quello che riguarda la flessibilità della fabbrica. Per queste ragioni non ho partecipato all’inaugurazione del nostro stabilimento di Bangalore, ma mi riprometto, nei prossimi mesi, di andarci''.

 

Il grande salto è stato compiuto. Perché per alcuni anni ‘Biesse’ ha prodotto macchine all’interno di una palazzina presa in affitto. Una storia quasi artigianale. ''Ora contiamo di chiudere questo 2008 con 50 macchine prodotte per arrivare a 250-280 al termine del prossimo anno — continua Roberto Selci —. Ma il problema non è tanto quello legato alla produzione, quanto quello di riuscire a vendere quello che si produce anche se l’area dell’India e dell’Oriente ancora tira. Va meno peggio del resto del mondo''.

 

Quale tipo di produzione si farà a Bangalore? ''Questo stabilimento ha soprattutto due funzioni: una è quella di fungere da ufficio acquisti. In India vengono prodotti dei componenti che poi vengono utilizzati qui da noi a Pesaro. Poi c’è la produzione di macchine per un mercato basso e finalizzate alle esigenze di quel mercato e anche per gli altri stati dell’area. Contiamo infatti di spostare parte della produzione anche in Cina dove ci stiamo organizzando e abbiamo aperto alcuni uffici. Un’area quella cinese, dove siamo deboli, ma ci sono spazi di grande crescita. I risultati dovrebbero arrivare".

 

"Sono fiducioso sia per quello che stiamo costruendo dall’altra parte del mondo ma soprattutto per quello che stiamo realizzando qui a Pesaro. Penso che una volta usciti da questa crisi che sta investendo tutto il mondo, avremo come ‘Biesse’ grandi soddisfazioni. So che non spetta a me — continua Roberto Selci — dire queste cose, sarà solo il tempo a dire se le scelte che stiamo facendo oggi produrrano i loro frutti. Ma io ci credo. Qual è il polso del mercato? Non si può affermare che non ci sia domanda. Le macchine vengono richieste, ma il problema è che non ci sono i soldi e per superare questa crisi ci vorrà del tempo, anche un paio di anni''.

 

Per la cronaca la prima pietra dello stabilimento di Bangalore della ‘Biesse’ venne messa dal presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi, gesto immortalato da una foto che riprende il presidente camerale mentre è chino a zappare il rosso e duro terreno della periferia di quella città.

Maurizio Gennari










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