Alla 'Cartfer' tonnellate di materiale da Marche Multiservizi e da altre società. Giovanni Sideri: "La carta richiesta dalla Cina viene pagata bene. E' calata molto la domanda della plastica perché è diminuito il costo del petrolio"
Pesaro, 25 novembre 2008 - Camion carichi di carta, plastica e ferro vanno e vengono da tutt’Europa. Giganteschi mezzi pazientemente in fila che fanno la spola per scaricare tanta immondizia colorata in immensi depositi accatastati alle pareti. I cumuli sono lì pronti per essere selezionati, divisi e quindi pressati da un gigantesco macchinario, che li trasforma in «balle» da destinare ad aziende di tutto il mondo. Siamo alla Cartfer, la società a due passi dall’Autostrada che si occupa di riciclaggio dei rifiuti per nuove lavorazioni. Qui arrivano i camion carichi di Marche Multiservizi, ma anche di Aset e di molte altre società sparse per il globo. Cosa facciamo qui? Siamo venuti a vedere che fine fanno i nostri rifiuti, quelli che pazientemente separiamo tutte le sere dalle 19 alle 21. Perché va benissimo differenziare, ma quell’idea che la nostra fatica sia tutta inutile, frulla sempre in testa. Per questo vogliamo accertarci che non finisca tutto in discarica o, peggio, negli inceneritori. Parliamo con l’amministratore delegato della Cartfer, Giovanni Sideri, che insieme ai suoi figli, e a tanti altri dipendenti, lavora più di dieci ore al giorno per smaltire le commesse.
«TRATTIAMO carta, plastica, alluminio, rame, ferro, gomme e così via – racconta Giovanni Sideri – che poi destiniamo a quello che ormai è diventato un mercato globale».
Ma è vero, come dicono alcuni, che riciclare rifiuti più di un tot sia inutile perché non c’è mercato?
«Assolutamente no – afferma Sideri -. E’ vero che con questa crisi mondiale il mercato da circa un mese si è un po’ fermato. Ma le varie frazioni merceologiche che compongono i rifiuti continuano ad essere una risorsa ed anche se il loro valore si è abbassato, sono ancora richieste».
Carta e cartone sembrano avere un ruolo prevalente, almeno in termini di volume. Che fine fanno?
«Innanzitutto vanno divisi – puntualizza Sideri — perché il valore della carta bianca è decisamente diverso da quello del cartone. Per questo abbiamo assunto degli uomini dalle cooperative sociali che ci aiutano a separarli. Comunque tutta la carta e gli imballaggi recuperati finiscono alle cartiere, che ne fanno grande richiesta. Attualmente il mercato in Italia è fermo, ma non è così in Cina, da cui mi arrivano grossi ordini. La carta pregiata viene pagata circa 150/220 euro la tonnellata, mentre il cartone da 5 a10 euro la tonnellata». Solo alla Carter, sono circa 24.000 le tonnellate di giornali, involucri e imballaggi che si recuperano in un anno. Ma altrettanto consistenti sono i cumuli di plastica. Fino a metà ottobre ce n’era grande richiesta, ora la domanda è calata, anche perché è diminuito il costo del petrolio. Fino a due mesi fa veniva pagata circa 250 300 euro a tonnellata. «Da qui la vengono a prendere e la portano in centri attrezzati per fare la selezione — spiega Sideri —. Dopo opportune lavorazioni ci si possono ricavare tubi, vasi, pail per vestirsi, panchine, ed anche pannelli fonoassorbenti contro i rumori. In Italia siamo un po’ fermi, anche se per esempio in Cina c’è grande richiesta, ma noi preferiamo vendere in Europa, per le difficoltà legate alla classificazione della plastica tra rifiuto e risorsa. Se il mercato riprende, come crediamo, tutte le tonnellate di plastica in magazzino troveranno collocazione con il giusto prezzo».
SE È VERO che tutti questi materiali hanno un valore, è altrettanto vero che guardando una catasta bianca di manuali ancora intonsi buttati al macero, emerge il riflesso di questa nostra società degli sprechi, dove tutto contribuisce ad incrementare il Pil. Anche se nel Pil entrano pure le spese mediche per curare le malattie prodotte dai camion che girano per trasportare quella carta inutilizzata o dal toner delle stampanti che hanno prodotto quei manuali. E per questo forse, che il primo impegno per contenere il problema rifiuti deve essere quello di eliminare gli sprechi.
Francesca Pedini
Il fumetto sull'evento dell'estate a Gradara è stato presentato al 'Lucca Comics & Games 2008', uno dei più importanti festival italiani. Destinatari del lavoro gli studenti: sabato 13 dicembre a Palazzo Rubini Vesin (Gradara), il fumetto verrà regalato agli studenti