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LA FAVOLA BELLA

Rinunciano a tutto per far curare Sofia
La solidarietà degli operai Scavolini

Gli oltre 650 dipendenti del gruppo che fa capo a Scavolini si sono mobilitati per una bimba di 7 anni, figlia di due operai dell'azienda, che deve affrontare costose cure negli Usa. Si rinuncia anche al cenone di Natale

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Sofia, la bambina malata, con alcuni operai della Scavolini (Fotoprint) Pesaro, 6 dicembre 2008 - Dickens non è morto, le favole di Natale esistono ancora, ma per il lieto fine non basta purtroppo che si sciolga il cuore dei malvagi come Scrooge, perché il nemico da battere è ben più terribile, si chiama 'tetraplegia spastica', non ha terapia risolutiva e tiene stretta fra le sue grinfie la giovane vita di Sofia, sette anni, prima ed unica figlia dei signori Patrizia Cantori e Valter Rondina, lei di Pesaro e lui di Fano, residenti a Montelabbate ed entrambi operai della Scavolini spa che è diventata il teatro di questa bella favola di Natale.

 

Sofia Rondina è stata una bambina normale fino ad una maledetta giornata del maggio 2005 quando venne all’improvviso colpita da una emorragia celebrale. Fu operata a Pesaro, 25 giorni di coma, altro ricovero in Ancona e infine la diagnosi spietata: ''malformazione congenita arterovenosa cerebrale''. Nel buio della disperazione totale dei genitori ecco ora spuntare una piccola luce lontana: a New York c’è un ospedale che sta usando una terapia contro questa malattia, con l’aspettativa del recupero della vista (Sofia ora vede solo ombre) e di una parziale mobilità degli arti attraverso la pressoterapia, una specie di tuta, detta 'il ragno', dentro la quale verrebbe rinchiusa la bimba.

 

Tre trattamenti mirati da ripetere attraverso gli anni. Costo 200.000 euro. Una piccola speranza annegata sotto l’onda di una mazzata tremenda. Ma proprio qui inizia la favola di Natale che comincia il 1° dicembre e si conclude nel giro di quattro ore.

 

Un collega della coppia Rondina, anche lui dipendente della Scavolini, propone una colletta aziendale a favore di Sofia. La cosa si allarga, vengono coinvolte anche le rappresentanze sindacali non solo della Scavolini spa ma anche dell’altra azienda del gruppo la Ernestomeda. Discutono per un po’, sentono il parere di tutti, poi si presentano a Valter e ad Emanuela Scavolini con questa proposta a nome dei 650 dipendenti del gruppo, anzi di più perché hanno chiesto di partecipare alla raccolta anche gli addetti al facchinaggio esterno: niente cenone di Capodanno che l’azienda tradizionalmente ci offre; niente tombola natalizia con ricchi premi, date tutto a Sofia.

 

Le favole sono belle perché lì sono tutti personaggi uguali e dunque vanno citati quelli che, in gruppo e con ruoli diversi, hanno gestito la cosa a nome di tutti: Bruno Donati, poi Luca De Rosa e Marcello Zamagni, della Rsu Scavolini, Tonino Marcucci della Ernestomeda, la dirigente Catia Angeloni, il capofabbrica Alessandro Giada.

 

"Abbiamo sposato subito l’idea — commentano Valter ed Emanuela Scavolini che ovviamente hanno fatto la loro parte — ma non potevamo decidere noi, era cosa dei dipendenti''. Voglio la favola intera, diceva Giulia Roberts nel film 'Pretty woman'.

 

E la favola intera arriva: la famiglia Mulazzani, proprietaria, e Roberto Corbin, direttore dell’Hotel Flaminio dove già da mesi la Scavolini aveva prenotato 650 posti per il cenone aziendale del 22 dicembre rinuncia anche alla caparra destinandola a Sofia; totalmente disponibili si sono detti anche Pietro Zordan a Josè Asnicar, organizzatori della tombola. Il brindisi di buone feste il 'popolo' della Scavolini lo farà al 'Ristoland', la bellissima mensa aziendale, nel pomeriggio del 22 dicembre.

 

Forse a 200.000 euro non si arriverà mai, ma le favole sono un mistero e la mamma di Sofia ha detto: ''Dopo anni disperati ho ricevuto come uno schiaffo in faccia che mi ha fatto felice''. Chi vuole partecipare alla favola che non si sa come finirà, questo il CC postale aperto a Montelabbate: 000093391241.

Franco Bertini










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LA FOTO DEL GIORNO

Laura Marzadori, violinista (Foto omaggio)

Il talento di una 19enne
e l'Orchestra filarmonica

Laura Marzadori, violino solista di grande talento, lunedì 8 dicembre salirà sul palco del teatro Rossini. Affiancherà l’Orchestra filarmonica marchigiana, diretta da Donato Renzetti, nell’esecuzione del Concerto in re maggiore op. 35 di Ciajkovskij. Inizio alle 21. Info www.enteconcerti.it