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INVIATI GLI ATTI IN PROCURA

Il Comune denuncia due finti poveri

L'accusa è quella di truffa. False dichiarazioni per ottenere l'esenzione, ad esempio, delle rette dell'asilo. Altri casi sospetti. L'amministrazione ha poi accantonato 3 milioni per cause legate al VIdered

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Bambini all'asilo (Foto Newpress) Pesaro, 5 gennaio 2009 - Denunce contro i finti poveri che ottenevano contributi comunali non dovuti, accantonamenti di denaro per pagare le eventuali spese legali in vista dei ricorsi degli automobilisti al giudice di pace, recupero dell’Ici per alcuni milioni di euro negli ultimi anni. I conti del Comune li tiene lei: Sabrina Pecchia, figura delicata, poco più che quarantenne, di sinistra, assessore al Bilancio.

 

Ride moderatamente e quasi mai quando risponde alle domande. Come andranno per le casse del Comune quei 1000 ricorsi sul tavolo dei giudici di pace contro il 'videored'? ''Non lo so, posso dire cosa ho fatto io. Ho difeso e preteso che anche quest’anno fossero accantonati prudenzialmente 3 milioni per eventuali contenziosi. E’ una voce di bilancio che qualcuno vorrebbe togliere ma che invece io difendo. Sempre meglio prevedere delle urgenze piuttosto che ritrovarsele improvvisamente davanti''.

 

Ma ha contribuito anche lei a creare il pasticcio dei costi della notifica di 57 euro poi cancellati? ''Io ho firmato una delibera di giunta che indicava di utilizzare i proventi delle multe per pagare l’attrezzatura del semaforo di viale della Vittoria. Tutto ciò che è successo dopo, cioè l’applicazione tecnica di questa delibera, non è dipeso dalla giunta''.

 

Avete denunciato alla procura della Repubblica dei falsi poveri che chiedevano soldi al Comune. Quanti sono e cosa chiedevano? ''Dagli accertamenti dei servizi sociali è uscito fuori che almeno due famiglie avevano in maniera truffaldina ottenuto dei contributi previsti dalla legge. Ricordo che un caso riguarda l’esenzione dal pagamento della retta dell’asilo nido. Gli uffici si sono accorti invece che questa famiglia non aveva nessun diritto a ricevere quell’agevolazione. Così oltre alla revoca abbiamo inviato una denuncia penale alla procura della Repubblica insieme al caso di un’altra famiglia che aveva avuto immeritatamente dei contributi. Ma se i casi di denuncia per falso e truffa sono due, ci stanno arrivando anche altre segnalazioni su casi sospetti che andremo a verificare insieme alla Guardia di Finanza con la quale abbiamo firmato un protocollo di intesa per esaminare le pratiche contributive''.

 

''Il messaggio è chiaro: se ci accorgiamo che ci sono persone fintamente povere ma che in realtà dispongono di mezzi e di beni di sostentamente superiori ai casi previsti dalla normativa non avremo esitazione a girare il loro nominativi alla procura della Repubblica. Anzi, l’abbiamo già fatto perché ogni anno oltre un centinaia di migliaia di euro vengono destinati al sostentamento di famiglie in difficoltà attraverso il pagamento degli affitti, della spesa, oppure delle rette degli asili e tante altre necessità. Se già facciamo tanto per racimolare quei soldi, non possiamo permetterci di consegnarli a chi non ne ha alcun diritto''.

 

L’Ici è sempre un fronte aperto? C’è ancora molta evasione? ''Direi che gli accertamenti ci stanno garantendo un recupero di alcuni milioni di euro, quanto mai necessari''.

ro.da










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