Guido Lucarelli, per anni primario di Ematologia a Pesaro, illustra il progetto che è nato dalla cooperazione fra Italia, Israele e Anp
Pesaro, 7 gennaio 2008 - La relazione al Senato del ministro degli Esteri, Franco Frattini, sui fatti di guerra in corso nella striscia di Gaza e il successivo intervento del senatore Mario Baldassarri, hanno improvvisamente riportato d’attualità e accelerato, rivestendola anche di un aspetto politico, la convenzione che l’Ime di Roma, Istituto mediterraneo di talassemia, ha in piedi con il grande ospedale israeliano di Haifa e con l’Autorità Palestinese di Abu Mazen per la cura dei bimbi talassemici del territorio, la formazione di medici e paramedici, lo scambio di conoscenze e la creazione di attrezzature specialistiche in loco.
''Questa — dice il professor Guido Lucarelli, direttore del programma trapianti dell’Ime — è l’unica organizzazione triangolare esistente fra Israele, Italia e Autorità Palestinese. Quando i carri armati e i cannoni si saranno fermati, una missione governativa partirà per Tel Aviv con il solito aereo della Presidenza del Consiglio e da lì, in colonna protetta e scortata, andrà fino a Ramallah, nella striscia di Gaza, dove ci aspettano 112 bambini palestinesi talassemici, già selezionati, che a gruppi saranno portati in Italia per essere curati. Ci sarò anch’io, che non mi faccio mai mancare niente, e il nostro sarà anche un contributo politico simbolico oltre che medico e sanitario''.
Guido Lucarelli è stato per anni primario di Ematologia a Pesaro e uno dei primi medici al mondo a effettuare trapianti di midollo osseo. La missione italiana, sotto l’egida della collaborazione medica, rischia di essere anche questa volta la prima ad entrare nella striscia di Gaza dopo un conflitto, con il benestare sia degli israeliani che dei palestinesi. ''Fu così anche nel 2002 — ricorda Lucarelli — quando Abu Mazen aveva appena avuto in gestione la striscia di Gaza: l’équipe pesarese, allora c’erano con me anche Ilja Gardi e Federico Albertini, arrivò a Ramallah fra i blindati israeliani, portando in Italia 12 ragazzini talassemici che riportammo indietro guariti, riconsegnandoli ad Arafat che scoppiò in lacrime''.
In forma più ufficiale — con la presenza dell’allora viceministro dell’Economia, Mario Baldassari — la missione si ripeté nel 2005, quando era appunto nato l’Ime di Roma. Ma il professor Lucarelli, ''per rispetto alla sua missione'', ci tiene a ribadire ancora una volta l’intera storia della scuola di talassemia: ''Tutto quello che noi stiamo facendo a Roma e in molti paesi soprattutto mediorientali in materia di trapianti e di lotta alla talassemia è nato all’ospedale San Salvatore di Pesaro. Per la cattiva volontà e la contrarietà della Regione Marche non fu possibile proseguire, le offerte governative vennero respinte e allora, a un certo punto, tutta la struttura venne figurativamente sollevata con una gru e fatta atterrare definitivamente al nono piano della Torre 6 del Policlinico dell’Università di Tor Vergata dove ora ci troviamo''.
Sembra un miracolo che il conflitto che incendia di nuovo la striscia di Gaza abbia lasciato intatto e forte il legame Haifa-Roma-Autorità Palestinese nel segno della guarigione di bimbi talassemici. Su questa solida base, adesso il governo italiano vuole costruire anche un tentativo e un contributo politico per migliorare la situazione mirando a una cessazione del fuoco prima e alla pace poi.
Franco Bertini
Puntuali, nonostante il nevischio, anche per l’arrivo del nuovo anno, i componenti del gruppo degli "Omaccioni" hanno festeggiato il primo gennaio 2009 con il loro tradizionale tuffo in mare. Eccoli in posa nella spiaggetta del Circolo Canottieri, i magnifici sette che da oltre dieci anni ripetono lo stesso gesto