Il pianista si esibirà venerdì (alle 17) nella Sala Verdi del teatro della Fortuna di Fano. Lo straordinario musicista al centro di una 'intervista musicale'
Fano, 15 gennaio 2009 - Ride beato il maestro Ramin Barhami quando gli diciamo che ormai lui per Fano è, con tutto il rispetto, come il Carnevale: arriva in città ogni anno. E continua a ridere beato quando gli diciamo che ormai noi del Carlino lo abbiamo 'adottato' come nostro pianista beniamino.
Ed è anche così gentile da rispondere che ''anche lui si sente molto legato al Carlino, a Fano e a Pesaro''. Grazie maestro. Quest’anno si aggiunge poi una curiosità: questo artista — iraniano in fuga dal suo paese e ormai da anni stella del pianismo internazionale e best seller discografico della musica classica — dopo essersi tuffato alla grande nelle turbinose acque delle bachiane Variazioni Goldberg, un ‘mare magnum’ in cui più d’uno ci ha lasciato le penne — adesso se ne viene bel bello con una ‘Lezione Magistrale’ sul 'Bach, giocoso e profano' dal cui immenso repertorio ha scelto le Suite francesi.
Questo è in programma domani sera a Fano (alle ore 17) nella Sala Verdi del Teatro della Fortuna per l’apertura della Rassegna Lirica Torelliana 2009 della omonima Fondazione cittadina. Ma siccome ormai per Barhami suonare Bach sarebbe troppo facile, ecco che domani ''si metterà addosso anche i panni'' del gran tedesco, dialogando di musica, di vita e arte varia col giornalista Enrico Regazzoni. ''Sarò vestito in abiti moderni — dice il maestro — e quella con Regazzoni sarà una specie di ‘intervista musicale’''.
Che tipo di domande le farà Regazzoni? "Parleremo del mio approccio al pianoforte e alla musica di Bach, cercheremo di svelare i suoi segreti musicali, chiacchiereremo della vita e anche di tante altre cose...''.
Ma lei ci crede davvero nel Bach gioioso e profano, con tutti quei figli che aveva e che magari lo facevano impazzire? ''Guardi, io credo soprattutto in Bach, credo che in questo mondo in crisi di valori la sua musica sia qualcosa che unisce e che ci può dare ciò che ci manca. Per l’esattezza i figli furono 13, ma in programma ce n’erano 21''.
E tutto questo sta dentro le sue ‘Suite francesi’? ''Queste Suite sono state l’esempio più alto del ‘parlamento’ europeo e della globalizzazione realizzata da Bach: dentro ci sono tutte le nazioni, Germania, Francia, Italia Spagna con le loro musiche...''.
Se le dico che Johann Sebastian Bach ha composto musica sovrumana, lei cosa mi risponde? ''Semplice, che per me prima c’è Dio, poi Bach e nessun profeta in mezzo''.
Ma allora chi ha spezzato questa splendida globalizzazione di Bach? ''Eh, il Romanticismo, l’individualismo e l’individualità la nascita e l’avvento del ‘leone della musica’ Ludwig Van Beethoven...''.
Permette una domanda personale? ''Certamente...''.
Lei a che religione appartiene? ''In 7000 anni di storia noi iraniani siamo stati zaratustriani e altro, poi sono arrivati i musulmani, io sono musulmano''.
Bene. Allora Bach era di religione protestante, ha scritto musica in un mondo soprattutto cattolico e adesso a suonare la sua musica arriva lei che è musulmano. C’è un significato particolare in questa triade? ''Certo che c’è: è l’universalità della musica di Bach dentro la quale tutti si possono ritrovare indipendentemente dalle proprie convinzioni e dalla propria fede personale''.
Enrico Regazzoni, ‘l’intervistatore’ di Barhami, dallo scorso anno è direttore a Milano dell’Istituto
‘Carlo De Martino’ per la formazione al giornalismo. Ex inviato, è stato redattore di importanti case editrici e collaboratore culturale di noti settimanali e quotidiani.
Il biglietto, a posto unico, costa 10 euro. Informazioni al botteghino del teatro 0721.800750. I biglietti sono in vendita anche in alcune filiali della Banca di Credito Cooperativo, info: 0721.809497.
Franco Bertini
Inaugurata, nella sala Laurana di Palazzo Ducale, la mostra fotografica 'Una scuola per Mujwa'. L’esposizione documenta l’avanzamento dei lavori di costruzione di una struttura scolastica nel cuore del Kenya, destinata ad ospitare 100 bambini orfani o abbandonati, finanziata da Regione e Provincia di Pesaro–Urbino, e resterà rimarrà aperta tutti i giorni fino al 21 gennaio, con orario 10.30-12.30 e 16.30-19