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L'ALLARME

Si leva un grido da Levante:
"Siamo con l’acqua alla gola"

Tombari, titolare dei bagni Gilberto, vicino alla foce del torrente Genica, nella spiaggia di Levante, protesta per la mancata manutenzione delle tre scogliere davanti ai suoi bagni: "Altri metri di spiaggia mangiata, che faccio?"

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Tombari mostra la battigia mangiata dal mare Pesaro, 11 giugno 2009 - "Abbiamo l’acqua alla gola". Non è una metafora quella che usa Stefano Tombari, titolare dei bagni Gilberto, vicino alla foce del torrente Genica, nella spiaggia di Levante. Il suo stabilimento infatti, dopo la mareggiata di qualche giorno fa, si ritrova con le prime file di ombrelloni e lettini a mollo. Un’erosione che però non è solo dovuta al maltempo.

 

"In questo punto di spiaggia - come sottolinea Tombari - il mare sta mangiando la battigia già da tempo. Negli ultimi tre anni sono spariti ben dieci metri di spiaggia e quest’anno ne abbiamo persi altri quattro. Ora, dopo questa eccezionale mareggiata, l’acqua è avanzata per altri 9-10 metri". Due le cause che hanno portato a questa situazione secondo Tombari: lo spostamento, che risale a qualche anno fa, delle scogliere in prossimità dei bagni Sottomonte, e la mancata sistemazione delle tre scogliere davanti ai suoi bagni.

 

"Lo scorso inverno - spiega Stefano Tombari - sono stati fatti alcuni interventi di manutenzione delle scogliere ma le tre che sono qua davanti non sono state toccate. E questo perché qui sotto c’è il famoso Galeone del ‘700. La Sovrintendenza di Ancona ha infatti bloccato i lavori in corrispondenza di queste tre scogliere per non andare a compromettere i resti della nave antica".

 

"Perché allora - si chiede Tombari - la Sovrintendenza non si decide una volta per tutte a risolvere la questione? Ci avevano anche promesso interventi collegati alla risistemazione della foce del Genica, ma ancora non abbiamo notizie in merito". il mare fino a qualche giorno fa, non arrivava nemmeno alla torretta del salvataggio e Tombari, così come gli altri bagnini vicini, aveva piantato gli ombrelloni fino al limite consentito.

 

Ora invece è stato costretto a togliere le prime due file e presto dovrà farlo anche con la terza. Così da 190 ombrelloni quest’anno ne sono rimasti 160, col rischio di non avere più il posto per i turisti. "Sarò costretto a dirottarli da altri colleghi - dice amareggiato Stefano Tombari - sempre che loro abbiamo disponibilità. Altrimenti la nostra spiaggia non avrà posto per loro".

 

L’amarezza è grande anche tra i clienti pesaresi che si lamentano con il bagnino perché l’acqua ha invaso i loro ombrelloni. Unico rimedio nell’immediato sarebbe quello di riversare camion di sabbia per recuperare un po’ di battigia ma serve al più presto un intervento massiccio di riallinemento e risistemazione dei varchi delle scogliere. E tornare a prendere il sole sereni.










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