Giuliana Ammannati, pedagogista clinico dell'Anpec, docente di filosofia e scienze umane, ritiene che per arginare il fenomeno occorre vietare le campagne pubblicitarie di alcolici che "persistono come simboli di status"
Pesaro, 24 luglio 2009 - "Il consumo di alcol tra la popolazione giovanile è una piaga che ha costi sociali elevatissimi. I rimedi che verranno adottati per arginare questo fenomeno, trasversale rispetto alle classi sociali, potranno avere la loro efficacia solo se verranno vietate tutte le campagne pubblicitarie di prodotti alcolici e superalcolici che persistono come simboli di status; fatto che provoca un vertiginoso aumento di consumo tra i giovani".
Lo sottolinea Giuliana Ammannati, pedagogista clinico dell'Anpec, docente di filosofia e scienze umane. "Il consumo di alcol si lega infatti ad esigenze di status, a forme di comunicazione simbolica di quest'ultimo e alla identità immaginata".
"Il bere è anche l'espressione di uno scambio socializzato di segni. I giovani realizzano, infatti, una vera e propria forma di socializzazione con modalità espressive e comportamentali che segnano l'appartenenza alla loro comunità, soprattutto attraverso la progressiva partecipazione alle scelte di consumo pubblicizzate ed eteroindotte".
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