Pesaro, 2 febbraio 2016 -  Ha letto che Luca Varani è il protagonista di una puntata della serie televisiva ‘Storie Maledette’. E che giovedì, alle 21, su Rai3 andrà in onda il servizio con due ore di proscenio per l’ex avvocato pesarese. Il quale è stato riconosciuto colpevole di esser stato il mandante dell’aggressione con l’acido al volto di Lucia Annibali, come ritorsione per la fine del loro rapporto clandestino. In primo grado Varani ha avuto una condanna a 20 anni di carcere, che l’Appello ha confermato. Ora la sua difesa ha fatto ricorso in Cassazione (il 10 maggio l’udienza). 
 
Sgrana gli occhi il procuratore della Repubblica di Pesaro, Manfredi Palumbo: «La Tv di Stato – dice – offre le sue telecamere a un imputato che non ha mai risposto alle domande nei due gradi di giudizio ed anzi ha più volte tentato di inquinare le prove. E ora, col processo ancora aperto perché deve ancora celebrarsi l’udienza in Corte di Cassazione, si raccolgono in tv le sue dichiarazioni che potrebbero avere anzi avranno sicuramente valenza processuale».

Il capo della Procura pesarese, che ha guidato il lavoro investigativo, ha un dubbio: «Mi chiedo come il Dap (Dipartimento amministrativo penitenziario) possa aver autorizzato questa intervista senza chiedere pareri, per quanto sappia, alla procura competente, ovvero alla procura generale o alla stessa Corte di Cassazione. Mettere un microfono davanti all’imputato Varani, con un processo non ancora definito, lo ritengo irrituale e irrispettoso nei confronti dell’impegno investigativo e processuale fin qui profuso.

Dire che la Procura di Pesaro è sconcertata è ancora poco. E da quello che ricordo a proposito della conduttrice Franca Leosini, ritengo che sia sempre un errore ricostruire una realtà processuale in base alle dichiarazioni di un solo imputato. Che nel caso nostro, non si è mai difeso rispondendo alle domande ed ha cercato di distruggere o inquinare il materiale probatorio che era stato raccolto nei suoi confronti. Vorrei sapere come si è arrivati ad autorizzare l’ingresso delle telecamere nel carcere di Teramo che, ripeto, non spettava a questa Procura autorizzare ma se tutto è avvenuto all’insaputa degli organi giudiziari preposti, è davvero preoccupante. La tv di Stato è un servizio pubblico che non può essere al servizio di un imputato che non si è difeso nelle sedi proprie». 

Nel sito del programma di Rai3 ecco come si ‘lancia’ la puntata di giovedì prossimo, quasi ricalcando i dubbi della Procura pesarese: «Varani non ha mai parlato, non ha mai raccontato che cosa è successo veramente quel 16 aprile 2013; non ha mai spiegato come l’amore per Lucia possa essersi trasformato in rabbia, in vendetta. Lo fa per la prima volta con Franca Leosini, giovedì 4 febbraio, in prima serata su Raitre. Franca Leosini scende con Luca Varani nell’ossessione di quella storia, in cui sesso e passione travolgono morbosamente due giovani vite, alla fine, vittime entrambe, di una maledetta storia». 
 
Spiega il legale di Lucia Annibali, l’avvocato Francesco Coli: «È un’intervista del tutto inopportuna. Varani si è rifiutato di rispondere alle domande del giudice, e lo fa ora davanti alla tv. Lucia seguirà la trasmissione, immagino con curiosità. Lo farò anch’io con la speranza che Varani finalmente si scusi per il male che ha fatto, dimostrando sincero pentimento».