Pesaro, 26 settembre 2017 - Pure l'uragano ci si mette a tormentare la Vuelle. Quello che poteva essere un colpaccio, l’ingaggio di Angel Daniel Vassallo, è sfumato nel week-end perché in Portorico si è scatenato un tifone che ha abbattuto diverse case, fra cui la sua: il giocatore, che era sembrava interessato alla proposta, ha chiesto un mese di tempo per risistemare l’abitazione della madre. Troppo per la Vuelle. Che però, adesso, non ha più intenzione di aspettare: il torneo di Jesi ha fatto suonare diversi allarmi che hanno spinto la società ad affrettare la scelta, anche se sarebbe stato intrigante scrutare fra i tagli Nba che quest’anno inizia in anticipo, il 17 ottobre. Ma il rischio era di giocare le prime tre di campionato senza un americano. Un rischio enorme per una squadra così giovane, e quindi anche fragile, e per una piazza inquieta, che di pazienza ne ha sempre meno, per tante ragioni.

Così è tornato d’attualità il nome considerato giorni fa troppo oneroso: quello di Laquinton Ross, un cavallo di ritorno adatto perché balla fra i ruoli di tre e quattro e conosce già il nostro campionato. Cos’è cambiato nel frattempo? Che l’agente di Zak Irvin ha chiesto il nulla-osta alla Vuelle per andare al camp degli Atlanta Hawks. E a questo punto, visto che l’ex Michigan ha forzato la mano per andarsene e che la transazione del contratto fra le parti deve ancora avvenire, la società ha il coltello dalla parte del manico: se Irvin vuole coronare il suo sogno giocandosi la carta dei “pro” (altro che nostalgia della mamma) qualcosa sul piatto deve lasciare. Quindi crescono - anche se non di moltissimo - i dollari in mano al diesse Cioppi per un’operazione più consistente: lo dimostra anche il tentativo fatto con Vassallo, talento 31enne che ha vestito anche la maglia della Nazionale portoricana. Non ci si avvicina a un giocatore così se non si ha una cifra congrua.

"Sappiamo quanto è dura in serie A: con un americano in meno il rischio è di essere spazzati via – ammette coach Spiro Leka -. Irvin era un collante all’interno della squadra che faceva molte più cose di quelle che vede chi guarda solo i punti segnati: difendeva su tre ruoli, a volte anche sul quattro, tirava giù 6 rimbalzi di media, sapeva attaccare dal palleggio, aprendo spazi diversi. Insomma, abbiamo bisogno di un giocatore di talento, che non la metta solo da tre punti, ma che sia utile in più zone del campo. Poi, se ha un tiro da tre più affidabile del suo, tanto meglio».