Pesaro, 13 ottobre 2017 - "La vittoria di Reggio Emilia ci ha dato e ci darà una spinta emotiva forte, ma bisogna stare attenti alla voglia di strafare e anche al farsi prendere troppo dall’euforia, che può portare ad un inconscio rilassamento. Sono i limiti dei gruppi giovani come il nostro, che pure ha tanti pregi".

Cedro Galli, saggio vice allenatore di Leka, descrive così lo stato d’animo della truppa che oggi scenderà nei dettagli tattici della sfida alla Virtus, una squadra più grossa, esperta e collaudata: per batterla servirà una prova super. "Quale ritmo tenere contro le V nere? Dovremo giocare la pallacanestro più consona alle nostre caratteristiche: Bologna ha la miglior difesa della serie A, subìsce solo 65 punti di media per cui affrontarli a difesa schierata potrebbe diventare complicato, vista la taglia fisica dei loro esterni – fa notare Galli –. Il tutto cercando però di non forzare le scelte in attacco per non concedere loro canestri facili, come hanno avuto sia a Trento che contro Capo d’Orlando, due partite in cui hanno dominato fisicamente e tatticamente, salvo buttare via la prima gara nell’ultimo quarto, l’unico che hanno perso fin qui". 

Migliorare la lettura delle situazioni sarà quindi la chiave: "Penso che possiamo far meglio nel controllo delle palle perse, anche perché la Segafredo ha più controllo nei possessi rispetto alla Grissin Bon e gioca la palla solitamente dopo 15-18’’. A maggior ragione lo farà fuori casa". In cabina di regia c’è comunque, secondo Galli, un valore aggiunto passato quasi inosservato.
"Ed è quello che porta Pablo Bertone, il giocatore che tatticamente si è sacrificato di più rispetto alle sue caratteristiche, cosa molto apprezzata sia dalla squadra che dallo staff tecnico. Un ragazzo che ha grande cuore in difesa – sottolinea – e che ci ha permesso, nello schieramento con tre piccoli, di far esplodere Dallas Moore in fase realizzativa quando Monaldi era pressato. Nelle squadre servono delle cose che qualcuno deve fare, talvolta importanti al pari dei punti segnati". 

Cedro, che viene da Varese, altra piazza innamorata della palla a spicchi, è rimasto però colpito dalla passione pesarese: "Di due fatti in particolare: i tifosi che hanno aspettato la squadra fuori dal PalaBigi inneggiando alla vittoria, una cosa rara alla seconda giornata; l’altra cosa, i giocatori che si sono letteralmente tuffati verso la curva al suono della sirena, era dai tempi di Pozzecco che non vedevo una scena del genere. Evidentemente questa squadra trasmette delle emozioni che la gente non si aspettava".