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Praticavano cure
e massaggi, scoperti
due falsi fiosioterapisti

Uno di loro, residente a Mondolfo, aveva dichiarato di avere esperienza trentennale, ed esibiva un titolo di studio rilasciato dall’Università di Urbino, risultato poi falso. Trovati anche macchinari, attrezzature e farmaci

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Massaggio

Pesaro, 19 febbraio 2010 - I militari della guardia di finanza di Pesaro, agli inizi del mese di febbraio, hanno aperto una verifica fiscale nei confronti di uno studio di bioenergetica di proprietà di V.L. residente a Mondolfo.  Entrati nello studio, hanno scoperto C.N., residente in provincia di Rimini, intento a praticare cure fisioterapiche a un cliente.

 

Alle prime domande formulate dai militari per chiarire la posizione dei due, C.N. rispondeva asserendo di essere un fisioterapista con esperienza trentennale, ed esibiva un titolo di studio rilasciato dall’Università di Urbino nell’anno 1980, mentre V.L. dichiarava di utilizzare tecniche di pranoterapia per la cura dei propri clienti, non essendo in possesso di abilitazioni per svolgere altro tipo di attività sanitaria.

 

Nello studio sono stati trovati diversi macchinari per trattamenti fisioterapici, lettini per massaggi e alcuni medicinali per curare infiammazioni e traumi dell’apparato muscolo-scheletrico. L’atteggiamento assunto dai due soggetti ha subito insospettito le fiamme gialle che, nei giorni successivi hanno intervistato alcuni clienti dello studio per meglio capire il tipo di trattamenti a cui venivano sottoposti.

 

Le informazioni raccolte hanno permesso di appurare che V.L., oltre ad imporre le mani sui 'punti vitali' del corpo, praticava massaggi e utilizzava un macchinario per la tecar-terapia, operazioni che non avrebbe potuto effettuare in quanto non abilitata alla professione di fisioterapista. Inoltre, il titolo di studio esibito da C.N., come comunicato dall’Università di Urbino, è risultato essere completamente falso.

 

Le due persone sono state quindi denunciate alla procura della Repubblica di Pesaro per esercizio abusivo della professione e, C.N., anche per falso in atto pubblico. Tutti i macchinari, le attrezzature e i farmaci rinvenuti all’interno dello studio, su ordine dell’autorità giudiziaria, sono stati sottoposti a sequestro.










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