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La marcia dei precari
"Più diritti e lavoro"

Operai e studenti uniti nello sciopero organizzato dalla Cgil per chiedere più attenzione al lavoro, ai diritti e all’equità fiscale

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Pesaro, 13 marzo 2010 - PENSIONATO, sessantotto anni, tre figli tra i 37 e i 44, tutti disoccupati. E’ soprattutto per loro che ha deciso di scendere in piazza ieri a Pesaro, insieme con tanti lavoratori, cassintegrati e studenti. Salvatore Seminara è uno dei partecipanti allo sciopero organizzato dalla Cgil per chiedere più attenzione al lavoro, ai diritti e all’equità fiscale. Gli organizzatori parlano di tremila persone confluite in piazza del Popolo attorno alle 11 (700 per la Questura). E «se dieci pullman non fossero rimasti bloccati per neve nell’entroterra saremmo stati 500 in più», aggiunge il segretario organizzativo della Cgil provinciale Irmo Foglietta.

 

Il corteo è partito poco dopo le 9 da piazzale I Maggio. In testa - con Viola, il cane mascotte della manifestazione - scioperanti in tuta rossa e cartelli con richieste ben precise rivolte al Governo: tassare le grandi ricchezze per ridurre la povertà; fermare i licenziamenti; ridurre le tasse sui redditi e pensioni. A seguire le rappresentanze sindacali delle relatà lavorative locali: prima fra tutte quella della Morbidelli (dove ha scioperato il 100% dei lavoratori), azienda che dopo aver annunciato la chiusura, entro maggio concluderà il trasferimento nel Riminese dei restanti 75 operai e 10 impiegati. «Ci hanno decimato, a dicembre 2008 eravamo 340 dipendenti — spiega Roberto Bartolacci, Rsu Morbidelli —. Abbiamo chiesto al Comune e alla Provincia almeno un aiuto economico per il trasporto in pullman, vedremo».

 

Tra le bandiere rosse e quelle colorate della pace, spiccavano gli striscioni di Scavolini, Pica (dove le adesioni sono state del 75% e del 90%) e Ifi. E quelli di insegnanti e studenti con esplicite critiche al sistema scolastico e al ministro Gelmini; la scuola Anna Frank le ha invece rivolto una preghiera: «Maria Stella, stellina la scuola va in rovina, Signore Gesù pensaci tu». Presenti anche cittadini desiderosi di dare un proprio contributo, come Roberto Burani e i suoi amici musicisti di Urbino, in corteo con le trombe: «Siamo tre studenti, tre precari e tre arrabbiati e questo è il nostro sostegno musicale alla manifestazione».

 

Dopo aver percorso viale dei Partigiani, Don Minzoni, piazzale Matteotti, via Gramsci e XI Febbraio, il corteo si è unito agli studenti delle scuole superiori, in piazzale Lazzarini, e al ritmo di “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano e l’immancabile “Bella Ciao” ha raggiunto piazza del Popolo. «Andate a lavorare», ha gridato qualche negoziante ai manifestanti. Secca la risposta: «Magari!». In piazza il primo a salire sul palchetto è stato Roberto Ghiselli, segretario provinciale Cgil: «Sono tanti i lavoratori che ogni giorno vengono licenziati: presto il tasso di disoccupazione sarà al 7%, proprio in una provincia, che quasi non la nosceva. La situazione è grave ma non tutti per fortuna hanno avuto una visione così miope come la dirigenza della Morbidelli».

 

E’ proprio un lavoratore Morbidelli, Dario Parato a tirare in ballo l’articolo 18 e l’accordo sull’arbitrato sottoscritto da imprese e sindacati, eccetto la Cgil: «Stanno cercando di svuotare l’articolo 18 dall’interno per renderlo inefficace, con una maggiore libertà quindi di licenziare. La città deve essere con noi nella lotta che continueremo a fare per salvare questa storica azienda del Pesarese. Dico grazie ai sindacati». Sono seguite le testimonianze di altri lavoratori cassintegrati e studenti.

 

L’intervento di chiusura è stato quello di Marco Di Luccio, responsabile del dipartimento Organizzazione Cgil nazionale, per ribadire le ragioni della manifestazione: «Fermare i licenziamenti e prendere misure adeguate per avviare la ripresa economica». In corteo con gli scioperanti c’erano anche politici di centrosinistra e rappresentanti delle istituzioni locali: dall’assessore regionale Almerino Mezzolani a Mirco Ricci, al presidente della Provincia Matteo Ricci, a Palmiro Ucchielli, ai parlamentari Oriano Giovanelli e Massimo Vannucci a Pietro Gasperoni, al segretario comunale Pd Daniele Vimini, tutti concordi sull’importanza di essere presenti allo sciopero, vicini ai lavoratori, ai pensionati e agli studenti, perché «la crisi non è affatto finita».

 

Vimini è anche intervenuto in una nota, dopo le accuse della segretaria del circolo di Rifondazione comunista di Pesaro-centro Milena Rossi a Regione, istituzioni locali e sindacati di essere rimasti passivi di fronte allo smantellamento della Morbidelli: «No alle speculazioni — ha dichiarato —, i nostri amministratori sono stati sempre in prima linea».

di DANIELA BATTISTINI


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