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Aggressione a ragazzi gay, Patanè: "E' uno stillicidio quotidiano"

Il presidente nazionale dell'Arcigay esprime solidarietà ai giovani omosessuali aggrediti perché si baciavano fuori da un locale. Sulla vicenda interviene anche l'ex presidente Mancuso: "La politica nega forme di solidarietà"

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Paolo Patanè, presidente Arcigay
Paolo Patanè, presidente Arcigay

Pesaro, 3 agosto 2010 - La notizia dell'aggressione ai due giovani omosessuali che si baciavano fuori da un locale lascia l'amaro in bocca all'associazione Arcigay:  “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle vittime, vorremmo che le istituzioni e l’opinione pubblica facessero altrettanto”. Così interviene Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, commentando l’episodio.

 

“Quest’ultima violenza omofoba - prosegue Patanè - va ad aggiungersi a uno stillicidio quotidiano che ci colpisce sia in ambito nazionale (come il divieto di donazione sangue a un omosessuale di qualche giorno fa in barba alla legge), che locale, come la cacciata dei gay dal Piave del sindaco di Spresiano e, proprio a Pesaro nei giorni scorsi, il divieto di esibizione del coro omosessuale Komos e il voto contrario al registro delle unioni civili. Questi sono segnali indiscutibili di un paese per nulla ospitale per la comunita’ omosessuale”.

 

Contina Patanè: "Finché le convenienze di partito allontaneranno il dibattito da temi come la violenza e la discriminazione delle minoranze e l’assenza di diritti per i cittadini gay, l’omofobia e la discriminazione ai danni degli omosessuali rimarranno uno tra i problemi prioritari da affrontare nel nostro Paese".

 

Sulla vicenda interviene anche l'ex presidente dell'Arcigay Aurelio Mancuso:  “Quello che colpisce è che a fronte di questo e altri episodi accaduti nelle Marche negli ultimi anni, la politica si impegni a negare e respingere ogni azione di solidarietà. Dalla bocciatura del registro delle Unioni Civili in consiglio comunale a Pesaro - elenca Mancuso - per proseguire con l’esclusione all’ultimo minuto del concerto del Coro gay Komos di Bologna con il beneplacito dell’amministrazione cittadina, per finire con la bocciatura al Comune di Fano dell’istituzione di un Osservatorio contro l’omofobia, sembra che le maggioranze di centrosinistra si vogliano distinguere per il loro alto tasso di discriminazione”.

 

“Se veniamo aggrediti e picchiati è proprio a causa del fatto che persiste uno stigma sociale alimentato dall’indifferenza se non l’aperta ostilità della politica. In questo caso non si possono fare giri di parole: a Pesaro e nelle Marche esiste un enorme problema politico di cui il Pd nazionale si deve assumere tutta la responsabilità". Prosegue Mancuso: "Gli amministratori che Pesaro e a Fano hanno sposato tesi e atteggiamenti apertamente omofobi, devono rispondere delle loro azioni".


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