Fiscopoli, nelle carte spunta il nome
del deputato Vannucci
Nell'inchiesta sulle tangenti esce anche il nome dell'onorevole Pd che avrebbe speso una parola per fare cestinare un'accertamento
Pesaro, 21 settembre 2010 - C’è anche il nome dell’onorevole Massimo Vannucci tra le carte dell’inchiesta sulla commissione tributaria di Pesaro. Premessa: il deputato non è indagato né ha preso soldi né si è fatto annullare un accertamento fiscale a suo carico. Detto questo però, gli inquirenti hanno ritenuto 'interessante' ciò che hanno scoperto. Che si riassume in questo: Vannucci avrebbe speso una parola buona per far gettare nel cestino un accertamento da 10mila euro nei confronti del circolo Arci di Rio Salso.
Era il 10 maggio 2010. I carabinieri (e la Finanza) tenevano sotto controllo già da mesi il segretario della 4° sezione della commissione tributaria Beniamino Mensali. Gli intercettavano le telefonate, gli spostamenti, le chiamate che faceva dalla cabine pubbliche. Nel pomeriggio del 10 maggio, Mensali accompagna in auto a casa a Fano il giudice tributario Vladimiro Grinta, il quale gli dice di aver ricevuto la visita a casa sua dell’onorevole Vannucci, visto che si conoscono da vent’anni, sentendosi chiedere di fare qualcosa contro l’accertamento fiscale nei confronti del circolo Arci di Rio Salso. In quel viaggio verso Fano, il professor Grinta prega il segretario Mensali di far sapere ad un altro giudice tributario, Giuliano Mensà di Cantiano, a cui era stato affidato il fascicolo, di trattare al meglio il ricorso del circolo Arci per il quale l’onorevole Vannucci ha speso il suo tempo e la sua parola.
Nella carte dell’inchiesta, i carabinieri sintetizzano quella conversazione in auto così: «...Grinta dice a Mensali di avere già il ricorso che gli ha portato l’onorevole Vannucci. Grinta dice che Vannucci gli aveva portato il ricorso a casa dicendogli di fargli questo piacere nel caso fosse affidato a lui». Poi le voci diventano sussurri e allora Mensali commenta: "..Nooo, cosa c’entra, se uno può fare un favore. Nei limiti». Grinta poi dice «se si può», nel senso che se lui legge le carte e dice che si può, bene, altrimenti basta. Mensali commenta che «dev’essere una cosa nei limiti della fattibilità". Grinta commenta "che con Vannucci ho un rapporto ormai da vent’anni, infatti lui è di Macerata Feltria». Grinta afferma che insieme a Vannucci sono stati revisori dei conti e poi i due, Grinta e Mensali, scherzano sul fatto che quando Vannucci era povero, lo portava a mangiare al Pesce Azzurro ma ora quando vanno a mangiare fa pagare a lui (cioè a Vannucci). Grinta conferma che ha visto che il fascicolo è affidato a Mensà, relatore".
La presunta 'raccomandazione' di Vannucci però non è andata lontano: la terza sezione della commisione tributaria nell’udienza del 20 luglio scorso, due giorni prima del blitz che ha portato in carcere Mensali e altri cinque oltre ad aver messo sott’inchiesta 12 persone per concussione, ha respinto all’unanimità il ricorso presentato dal circolo Arci di Rio Salso confermando in pieno l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Che aveva stabilito semplicemente questo: in quel circolo si somministravano bevande a chiunque incassando come un bar qualunque con la differenza però che i circoli non pagano le tasse «normali», anzi praticamente non le pagano. I giudici Lucio Mazzara, Giuliano Mensà e Romeo Carloni non hanno avuto dubbi nello stabilire che il circolo deve pagare quelle tasse (per il 2004). Ma in questi mesi l’onorevole Vannucci ha plaudito all’inchiesta, promettendo un intervento in Parlamento per rivoluzionare la giustizia tributaria perché «così non funziona». A pensarci bene, non è proprio tutta da buttare.
Roberto Damiani
25/11/2011 - Pesaro
progettista esperto nell'uso di modellatori solidi 3D
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