Pesaro, 13 ottobre 2010 - Ai tempi di 'Pasqualon' la vita era più semplice, i popolani pesaresi, molti dei quali analfabeti, se ne stavano a bocca aperta a sentire il gran poeta recitare le sue poesie e raccontare le sue storie, unico spettacolo della loro giornata e alla sera tutti a dormire presto senza radio né tv. E, soprattutto, allora tutti i cani si chiamavano 'Bobi', grasso che cola se si usava la maiuscola.

 

Per cui nessuno sa come si chiamava davvero quel cagnolino che figura ai piedi di 'Pasqualon' nel monumento ormai trionfalmente padrone di piazzale Matteotti. "Quel cane non era il suo — dicono i “pasqualonisti” —, era un piccolo bastardino che ogni tanto gli si accodava per strada e nessuno sa come si chiamava". Male, molto male, perché, quel bastardino,l’anonimo 'Bobi', sta rischiando di diventare un piccolo personaggio e di rivaleggiare in notorietà con il grande poeta.

 

Le voci che corrono sempre più insistenti e che si allargano col 'passa parola' narrano infatti che quel cagnolino porta fortuna. Voi gli accarezzate la testa e lui fa il resto. Racconta uno dei tanti studenti che tutti i giorni passano da quelle parti: "Ero l’ultimo della mia classe a dover essere interrogato, temevo il peggio, ho accarezzato la testa d’acciaio del cagnolino e zac, la professoressa non si è presentata a lezione". Un altro studente, anche lui evidentemente poco fiducioso della sua preparazione, per andare sul sicuro ha addirittura pensato bene di rafforzare la dose: prima ha accarezzato la testa del cane e poi ci ha strofinato sopra il foglio protocollo sul quale avrebbe poi dovuto scrivere il suo compito in classe.

 

Non si hanno riscontri su come sia andata a finire, certo è che sempre più spesso attorno alla statua di 'Pasqualon' e del suo fido 'Bobi' al mattino si formano capannelli di ragazzi: semplice coincidenza o curiosità crescente per le 'doti' dell’inconsapevole cagnolino? Ma la novità che sta girando adesso è un’altra e potrebbe lanciare ufficialmente 'Bobi' nel mondo dei personaggi cittadini, circondato di fama e onore.

 

Si dice che il sindaco Luca Ceriscioli, ogni volta che deve giocare una schedina del Superenalotto, passi dalle parti del monumento di 'Pasqualon' per dare una 'grattatina' sulla testolina dei 'Bobi'. Insomma, dopo la sua nuova collocazione in piazzale Matteotti, luogo di gran transito rispetto al giardino della Biblioteca San Giovanni, c’è attenzione al monumento di Pasqualon, molti più pesaresi vanno in 'pellegrinaggio' in piazzale Matteotti, magari con la sola intenzione di far rilevare, con cordialità, che nei versi riportati sul basamento c’è qualcosa che non va: la parola 'zop' — dice Augusto Arteconi — andrebbe scritta con due 'p', anche per 'logica analogia' col successivo 'matt' che di 't' ne ha due. Forse ha ragione lui, ma per ora l’attenzione è tutta su 'Bobi' e sulle sue doti taumaturgiche. Altro che bastardino.