Pesaro, 4 febbraio 2011 - Al tempo di Ruby e le altre, cosa succede nella nostra provincia? DifferenzeLUCI della ribalta. In queste settimane si è molto parlato di ragazze e ragazzine disposte a tutto per raggiungere la notorietà, per apparire in tv, per partecipare ad una sfilata di moda. La strada breve per il successo e per guadagnare soldi. Ma in provincia questo problema esiste e quanto è radicato? Quanta è forte la voglia di finire sulle copertine di settimanali patinati? Quanti fotografi lavorano in questo genere di settore preparando book, e cioè un album pieno di scatti da poter poi inviare alle agenzie specializzate del settore?

 

Benché vi siano solo 12 chilometri di distanza tra Pesaro e Fano c’è un salto enorme di mentalità: da una parte fermento, dall’altra ormai il deserto. Fano ha ancora un mercato abbastanza fiorente, mentre su Pesaro da diversi anni a questa parte questo tipo di lavoro fotografico si è inaridito. "Una volta, all’inizio — dice il fotografo pesarese Luca Genga — facevo anche di queste cose, ma l’ho sempre ritenuto più che altro un giocattolo all’interno di una attività professionale. Poi ho smesso anche perché ritengo che questo genere di lavoro sia una perdita di tempo anche per le stesse ragazze. Consiglio di andare nelle grandi città, a Bologna, Milano e Roma dove ci sono specialisti del settore che curano tutto nei minimi aspetti e sanno anche valutare le ragazze. Se devo dare un consiglio dico questo: attenti soprattutto a quelli che lo fanno per hobby e cioè coloro che non sono professionisti".

 

Scendi 12 chilometri più a sud e trovi Paolo Alberto Del Bianco, studio fotografico che da anni compila book per ragazze che hanno aspirazioni. "Sì, sì continuiamo a fare album fotografici — dice — e devo anche aggiungere che la maggior parte delle giovani che chiedono queste cose arrivano dalla buona borghesia cittadina; e spesso sono le mamme che insistono e spingono andando anche contro una certa timidezza delle stesse figlie".
 

Qualcuna che è poi arrivata c’è?

"E’ capitato qualche caso di giovani che poi sono apparse anche in televisione. Recentemente anche ragazzi spinti da queste trasmissione tv dove anche il maschio ha un ruolo di rilievo. Ma in linea di massima il tutto diventa solo un bel ricordo da tenere in un cassetto per poi rivedersi dopo un po’ di anni. Capita anche che arrivano ragazze tutt’altro che belle ma che vogliono farsi ugualmente un book fotografico: ma a spingere sono soprattutto le mamme".

Insomma ogni... scarrafone è bello a mamma sua...

"E sì, capita".

E’ a conoscenza di qualche ragazza che ha fatto una... 'finaccia'?

"No, questo no, almeno nel senso che si pensa adesso. Io dò sempre un consiglio: andare nelle grandi agenzie e mai pagare. Invece a volte capita il contrario. Ricordo di una giovane che ha speso duemila euro per nulla...".
 

 

Risalendo Fosso Sejore, un altro fotografo pesarese, viene indicato come fotografo di moda. "No, no non lavoro più con il pubblico da anni, nonostante le tante richieste — dice, preferendo restare anonimo — e quando mi capitano situazioni di questo genere indico subito alle ragazze una strada: quella di andare a Milano o Roma affidandosi ad una agenzia specializzata del settore. Le poche volte che mi è capitato questo genere di lavoro, in passato, ho visto sempre presentarsi ragazze, spesso maggiorenni, con tanto di genitori al seguito. Papà e mammà che poi indicavano anche come fare le foto, perché secondo loro la figlia veniva meglio girata a destra anziché a sinistra. No, no, è un genere che non mi interessa e credo che da noi non ci sia nemmeno più tanta richiesta anche perché Bologna è vicina. Ma ultimamente il settore che tira veramente tantissimo è quello delle 40 e 50enni, loro sì che sono accanite".

 

Ritornando a sud di Fosso Sejore c’è la Montanari Comunicazione che organizza sfilate di modelle, concorsi e calendari. A guidare c’è Alex Montanari: "Il principio che ci muove è questo: perché spedire tutte queste ragazze che magari vogliono provare a fare un certo mestiere nella grandi città? Per fare un paragone: è come il campetto di calcio sotto casa. Se hai voglia di giocare ci vai. E questo è quello che facciamo noi, perché alle ragazze che arrivano non chiediamo soldi in quanto ci manteniamo con gli sponsor che ci danno sostegno quando organizziamo manifestazioni e sfilate".

Che tipo di ragazze arrivano?

"In linea di massima si tratta di studentesse che voglio provare un certo tipo di esperienza. Spesso dietro ci sono le mamme. Altre sono commesse oppure giovani studentesse che lavorano d’estate nei bar e ristoranti per mantenersi agli studi. Ci provano, si divertono, ma la maggior parte poi lascia. Altre ancora vengono costrette a desistere dai fidanzati che sono molto più gelosi degli stessi genitori. Diciamo che è un gioco anche se alcune di queste giovani hanno poi raggiunto anche una dimensione che non è solo locale perché le sorreggiamo. Una ragazza pesarese, Evelina, ha finito il concorso nazionale ‘Fotomodella italiana’». «Da aggiungere anche — conclude Montanari — che adesso diverse delle ragazze che si presentano da noi, anche se abitano in provincia da diverso tempo, sono provenienti dall’Est Europa: russe, romene e dell’ex Jugoslavia. Pesaresi? Anche, ma onestamente non saprei dire in quale percentuale".