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Moglie tradita picchia a sangue la donna sbagliata

Il processo

Trentenne malmenata da una signora che, equivocando, la ritiene l’"amica" del marito
 

Violenza sessuale (repertorio)
Violenza sessuale (repertorio)

Pesaro, 24 novembre 2011 - Lei è una bella ragazza di 30 anni, pesarese. Ieri in tribunale ha raccontato ciò che le è accaduto un anno fa: «Stavo entrando all’ospedale San Salvatore per ritirare un referto. Improvvisamente, una donna mi blocca e mi urla: “Marinella, ti spacco la faccia. Ti faccio vedere io”.

Le rispondo che non mi chiamo Marinella. Ma lei continua con botte, pugni, calci, tanto che finisco sanguinante. Non contenta, quella donna mi ruba anche i miei occhiali da vista fuggendo via con l’aria soddisfatta. Mi aveva scambiato per l’amante del marito». Ma al momento dell’aggressione, c’è stata vera paura: qualcuno accorre ad aiutare la ragazza, piangente e sotto choc. La portano al pronto soccorso dove viene tenuta in Osservazione oltre ad esser medicata per le botte ricevute. I medici chiamano le forze dell’ordine a cui la donna racconta quello che aveva appena passato, soffermandosi su un particolare: «Mi ha aggredito una quarantenne chiamandomi Marinella, urlava che voleva farmela pagare».

E da qui sono partite le indagini che nel giro di poco tempo hanno permesso di individuare la responsabile dell’aggressione. Si trattava di una donna pesarese che, di fronte ai carabinieri, ha raccontato di aver preso a pugni quella donna credendola l’amante del marito. Per questo ieri, davanti al tribunale di Pesaro, si è tenuta una prima udienza del processo contro la moglie tradita accusata di violenza privata e lesioni.

E’ stata ascoltata la parte lesa che ha ripercorso quel brutto quarto d’ora, raccontando di essersi sentita alla mercé di una pazza senza freni, la quale continuava a chiamarla Marinella. In effetti, per la quarantenne ormai non c’era più nessuna giustificazione che potesse fermarla. Aveva deciso che quella ragazza doveva esser per forza l’odiata Marinella e per questo andava punita. L’udienza è stata aggiornata al 17 gennaio prossimo.

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