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Scuole chiuse in tutta la provincia, l’assessore Galuzzi chiede rinforzi

"Situazione senza precedenti"

"Ci servono pale meccaniche, gatti delle nevi, piattaforme"

Emergenza neve (Fotoprint)
Emergenza neve (Fotoprint)

Pesaro, 11 febbraio 2012 - Scuole chiuse oggi in tutta la provincia. E porte sbarrate compresi gli asili anche lungo la costa, in particolare a Pesaro e Fano. Strade troppo pericolose per far arrivare i ragazzi in pullman. Intanto la neve sta bloccando buona parte delle strade del Montefeltro. Da Tavoleto a Macerata Feltria, da Carpegna a Urbino, la gente non può muoversi. E per fortuna, la corrente elettrica regge.

Dice l’assessore provinciale Massimo Galuzzi: «Ci servono rinforzi. Perché abbiamo assoluto bisogno di pale meccaniche, piattaforme aeree, turbine e qualche gatto delle nevi. La situazione è molto grave. Temiamo che la neve possa non solo bloccare la circolazione ma sfondare molti tetti di case e capannnoni. Se continua a nevicare, sprofondiamo in una situazione che non ha precedenti. Cerchiamo di mantenere la calma ma di più a questi uomini non si può chiedere».

Dopo 10 giorni di lavoro, molta gente è stanca. Che farete? «Sì, è innegabile che c’è anche stanchezza anzi non so come fanno a resistere. Ma oltre che chiedere rinforzi non possiamo fare. Chiediamo alle ditte private che dispongono di mezzi per la pulizia di strade di mettersi a disposizione, così come abbiamo bisogno di mezzi con i cesti per issarsi fino ai tetti per togliere la neve. Voglio anche dire che da oggi disponiamo di tre squadre di soccorso alpino arrivate da Belluno. In questo momento, sono a Isola del Piano, a Fratte Rosa e a Montegrimano. Continuano a salire sui tetti di case, stalle e capannoni per togliere la neve, e lo fanno anche sotto la bufera».

Ma Galuzzi chiede anche un maggior coinvolgimento degli ingegneri: «Abbiamo bisogno di loro per valutare la tenuta dei tetti dei capannoni, per capire dove dobbiamo intervenire prima e dove no. Ci serve un aiuto tecnico per coordinare al meglio gli interventi. Fin quando la perturbazione non ci lascerà, saremo in ginocchio con le strade, i tetti, le case isolate e le stalle con gli animali che rimangono senza cibo».

Poi Galuzzi interviene anche sulla polemica sollevata dai sindacati dei vigili del fuoco in merito al presunto ritardo di cinque giorni nel lanciare l’allarme rosso: «Non so quali siano le dinamiche interne ai vigili del fuoco, ma è certo che già dalla prima nevicata tutto il dispositivo che vede insieme protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri, forestali, si è messo in movimento senza attendere un minuto. Poi l’arrivo di una nevicata senza precedenti nella memoria storica ha comportato il coinvolgimento di altro personale proveniente da molte zone d’Italia. Purtroppo non abbiamo mezzi a sufficienti. Ora purtroppo, la terza ondata, ci sta mettendo a dura prova e il lavoro fatto per liberare strade e case sembra quasi svanire».
 

Redazione

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