La missiva risale al luglio 2010. Rinviato a giudizio presunto autore
ro.da.
Pesaro, 4 luglio 2012 - GLI AVEVANO recapitato nel luglio 2010 una pallottola calibro 22 e una lettera di minacce. Qualcuno gli chiedeva di pagare 180mila euro, senza fare storie. Nel caso avesse chiamato la polizia, gli avrebbero ammazzato moglie e figli. Per Renzo Ovani, titolare del bar alimentari di Borgo Santa Maria, quella lettera metteva i brividi. Per questo chiamò immediatamente i carabinieri consegnando loro busta e proiettile oltre una denuncia contro ignoti perché non poteva immaginare chi ce l’avesse con lui fino al punto di minacciarlo di morte. Poi ha aggiunto un particolare: «Un imprenditore edile a cui ho venduto un appartamento mi ha minacciato in negozio. Non so se può centrare qualcosa». Per gli inquirenti, era una comunque una pista. E in effetti ieri è stato rinviato a giudizio per tentata estorsione a causa di quella lettera con proiettile Francesco Grisolia di Cosenza, che nel luglio del 2010 lavorava come operaio alle dipendenze di Domenico Cirone, l’uomo che aveva alzato la voce nel negozio di Ovani perché quest’ultimo gli voleva dei soldi per un appartamento vendutogli e non ancora pagato.
Gli accertamenti tecnici sulla busta e il contenuto oltre che una perizia fonica su una telefonata minatoria fatta sempre alla famiglia Ovani ha portato la procura ad accusare Grisolia di aver portato la busta nel furgone chiedendo 180mila euro mentre il suo datore di lavoro è accusato solo di quella minaccia lanciata nel negozio nei confronti di Ovani. Entrambi sono stati rinviati a giudizio ieri dal gup di Pesaro. Il processo inizierà il 20 dicembre prossimo.
QUESTO caso si basa principalmente sugli accertamenti tecnici (impronte, tracce e dna) che vedrebbero in Grisolia (sconosciuto a Ovani) l’autore della tentata estorsione. L’uomo, che si trova ora ai domiciliari in Calabria per altre vicende, si era difeso in fase preliminare dicendo di non aver nulla a che fare con questa storia così come si chiama fuori Cirone, che rigetta tutte le accuse parlando di semplici contrapposizioni contrattuali. Non a caso, ci sono in corso delle cause civili tra il negoziante di Borgo Santa Maria e l’imprenditore edile per quella compravendita di appartamenti, non andata a buon fine. Ovani si è costituito parte civile con l’avvocatessa M.Elena Cortiglioni mentre la difesa era rappresentata dallo studio legale Levi.
ro.da.