Lo 'stilista' pesarese disegna e vince con Lorenzo e Iannone
di f.b.
Pesaro, 21 luglio 2012 - Si sa che per i piloti di moto la gara del Mugello è un po’ come Pitti Uomo per la moda e per quel gran premio tutti vogliono un 'abito' che lasci il segno. "Jorge Lorenzo, campione della MotoGp, voleva diventare un “black mamba”, un serpente velocissimo e Andrea Iannone, gran pilota della Moto2, voleva diventare un pompiere: un po’ per spegnere il troppo calore del tifo ma anche per rendere omaggio a quello che i vigili del fuoco hanno fatto per i terremotati emiliani”. A parlare è il pesarese Roberto Marchionni, da 25 anni titolare della 'Starline', che crea caschi e tute per i piloti di moto. In passato, quando lavorava con Aldo Drudi prima di scegliere la sua strada, ha disegnato caschi per una decina d’anni anche per Valentino Rossi.
E lei cosa ha fatto per Lorenzo?
“Sono partito sviluppando l’idea che lui aveva in testa da tempo, disegnando il suo casco come la testa del serpente e mettendogli sui guanti, sugli stivali e sul retro della tuta le squame del “black mamba”. Con Lorenzo bisogna stare attenti agli spazi riservati ai tanti sponsor. Poteva usarlo per una gara dove voleva e naturalmente ha scelto il Mugello”.
E’ rimasto soddisfatto?
“Direi di sì, visto che dopo la gara ha dichiarato che il nuovo casco col “black mamba” gli aveva portato fortuna”.
E invece Iannone, che fra l’altro al Mugello ha vinto anche lui?
“Per Iannone non solo ho disegnato il casco e la tuta, ma anche la moto tenendo sempre come filo conduttore l’abbigliamento e i mezzi dei pompieri”.
Era la prima volta che lavorava per Lorenzo?
“Sì, devo dire che mi ha dato l’impressione di una grande professionalità e di non sottovalutare nessun particolare. Sono rimasto colpito dal fatto che giovedì prima della gara ha voluto presentare il casco all’hospitality del Mugello”.
Un gran campione che forse le ricordava qualcosa o qualcuno...
“Beh, mi tornavano alla mente gli anni in cui lavoravo per Valentino e mi sembrava di ripercorrere le sue orme...”.
Oggi lei per quali piloti lavora?
“Per Iannone ormai da sei anni, per Nicky Hayden, un po’ per Dovizioso e per Corsi, Maverick, Cortese e Antonelli”.
E Jorge Lorenzo?
“Ci sono delle trattative in corso... ripeto, lui è molto coperto dai contratti di sponsorizzazione”.
Qualche progetto imminente per nuovi caschi?
“Sì, ce n’è uno per Iannone e riguarda il gran premio di Misano: come il Mugello, anche Misano è considerato da alcuni piloti un circuito di casa e quindi vogliono presentarsi con qualcosa di particolare e di speciale creato appositamente”.
Ma lei come prende contatto con i piloti per i quali lavorare?
“Ormai da anni io seguo almeno dieci dei diciotto gran premi del motomondiale, conosco tutti e tutti mi conoscono. I rapporti nascono così”.
Fa qualche effetto particolare quando un pilota vince una gara con un casco creato da lei?
“Una soddisfazione doppia: li vedi passare o in tv e sai che nella loro scaramanzia penseranno che quel casco ha portato bene... mi ricordo quando feci il primo casco per Hayden e subito vinse a Laguna Seca. Però i miei rapporti con i piloti sono sempre improntati più sull’amicizia che sul commercio. Per esempio Iannone per me è ormai come un fratello”.
di f.b.