Siviglia si è arreso alle difficoltà, non farà lo sponsor. E così tramonta anche l’accoppiata con Scavolini
Pesaro, 20 luglio 2012 - Giampiero Ticchi, pesarese, 53 anni, è il nuovo allenatore della Vuelle Pesaro Basket, al posto di Luca Dalmonte. Ticchi e' stato presentato questo pomeriggio in una conferenza dalla societa' pesarese, che nei giorni scorsi ha perso i due sponsor Scavolini e Siviglia. Valter Scavolini e Sauro Bianchetti di Siviglia rimarranno comunque all'interno del Consorzio Pesaro Basket, il gruppo di imprenditori locali che ora e' chiamato a trovare un nuovo sponsor per la Victoria Libertas Pesaro.
Quanto sono lunghi 37 anni? Una vita. Per diverse generazioni pesaresi Valter Scavolini è stato, e sempre sarà, una vera e propria istitutizione. Il suo nome, conosciuto in Europa e nel mondo, rimarrà indissolubilmente legato alla pallacanestro.
Anche se da oggi la 'Scavo' non esiste più. Ma resiste la Vuelle. La risposta che Siviglia ha dato ieri ad Arceci ha, di fatto, chiuso un’epoca: Bianchetti non è più in grado di sostenere il peso di una sponsorizzazione, anche se l’avrebbe desiderato. Senza di lui, come aveva annunciato, molla anche Scavolini. La maglia è vuota. "Sauro ha voluto aspettare fino all’ultimo non certo per mancanza di rispetto — racconta Arceci — ma perché in lui c’era la voglia di fare lo sforzo economico maggiore possibile. In questo momento, però, Siviglia non è nelle condizioni di proseguire come sponsor. Sarà socio del consorzio con una cifra uguale a quella di Scavolini e Ifi, ovvero 200.000 euro".
La delusione serpeggia fra i tifosi che ci avevano sperato fino all’ultimo. Ma non è certo colpa di Siviglia se Valter Scavolini non metterà più il suo nome sulle maglie. L’uscita dal basket il patròn delle cucine ha cominciato a metterla in atto dieci anni fa quando, nel 2003, lasciò la società ad Amadio. Poi se la riprese con grande responsabilità dopo il fallimento del 2005. Ma un mese fa aveva ceduto le quote al consorzio, rinunciando al ruolo di proprietario; ed ora non sarà più nemmeno lo sponsor. Prima o poi doveva accadere: perché una sponsorizzazione non è una condanna.
"Se mi fa effetto pensare di non vedere più il mio nome sulle maglie dopo 37 anni? Ci dispiace tantissimo ma non è un problema, la mia passione resta e io al palas ci verrò lo stesso tutte le domeniche, tranne quando vado a sciare — cerca di sdrammatizzare Valter —. Sono uno dei consorziati e mi sembra anche che mettiamo una cifra discreta. Se tutti facessero come noi, il problema sarebbe risolto. Ora mi darò da fare insieme a Del Moro e tutti gli altri per trovare uno sponsor".
L’ultima stagione è stata, per la famiglia dei cucinieri, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, nonostante i grandi risultati raggiunti sul campo e l’entusiasmo sugli spalti: "La crisi morde ovunque, non ci sono più gli utili che c’erano fino al 2007 e quindi non è più sostenibile fare quello che abbiamo fatto quest’anno, chiudendo i buchi di chi aveva fatto passi indietro".
Va chiarito, perché nessuno abbia nulla da dire a un gigante del genere: quest’anno Scavolini ha messo sul piatto oltre due milioni di euro. Ora che esce di scena non si può che dirgli grazie per aver garantito a tante generazioni di godersi la pallacanestro di serie A. E, diversamente da Treviso, almeno qui la società è ancora viva, senza debiti, ed è iscritta al campionato. Ora il problema sarà come affrontare una stagione così impegnativa col budget più basso della serie A, che ammonta circa a 2,2 milioni di euro. Ed in questa cifra sono compresi anche gli incassi che - di solito - arrivano con gli abbonamenti. Anche la risposta dei tifosi, nel bene e nel male, potrebbe determinare l’altezza dell’asticella.
di Elisabetta Ferri
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