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Imu, il solito balletto delle cifre "Previsioni azzeccate dal Comune"

In nostri soldi

L’assessore Delle Noci: «E’ lo Stato che ha sopravvalutato le previsioni»di Alice Muri

Antonello Delle Noci
Antonello Delle Noci

Pesaro, 22 luglio 2012 - SULLA CIFRA incassata con la prima rata dell’Imu, c’è una discrepanza notevole sui dati forniti dal ministero dell’Economia e quelli del Comune di Pesaro. Per quanto riguarda i dati provinciali non ci sono dubbi. Il ministero ha fornito la cifra di 47 milioni di euro, di cui quasi 27milioni sono entrate nelle casse dei Comuni della Provincia e oltre 20milioni, in quelle dello Stato, così come prevede la legge. E’ invece per quanto riguarda i singoli comuni che le cifre non tornano. Secondo i dati forniti dal ministero, che riguardano i signoli enti, a Pesaro si sarebbero incassati circa 13milioni e mezzo di euro, mentre invece secondo l’assessore al bilancio Antonello Delle Noci, 15 milioni e 830mila euro, rispetto alla cifra preventivata di 16 milioni. «Il Comune ha fatto un’attenta valutazione — spiega l’assessore comunale al Bilancio, Antonello Delle Noci — perché praticamente la cifra effettiva e quella stimata da noi coincidono. La stessa cosa non è accaduta per altri comuni limitrofi, come ad esempio a Fano, che aveva stimato molto di più di quello che effettivamente ha incassato. Devo sottolineare invece che la stima fatta dallo Stato per il Comune di Pesaro si è rivelata sbagliata perché avevano preventivato un incasso di 20 milioni di euro. Noi l’avevamo detto dall’inizio e alla fine abbiamo avuto ragione». Poi l’assessore plaude i cittadini pesaresi: «Questi dati della prima rata dell’Imu dimostrano in tutto e per tutto la correttezza dei cittadini pesaresi — spiega —. Nonostante tutte le difficoltà in cui ci troviamo e il momento difficile che stiamo attraversando, si sono comportati davvero bene».

DELLA quota dalla prima rata dell’Imu, poco rimarrà nelle casse del Comune: «Nelle nostre casse rimarranno 2 milioni e 200mila euro circa — spiega l’assessore Delle Noci — e questo dimostra come la stragrande maggioranza delle entrate derivanti da Imu se la prenda lo Stato. Tra le altre cose, a causa dei tagli attuati dal governo, alla fine del 2012 dovremo reperire 850mila euro entro la fine di quest’anno e 3,5 milioni il prossimo anno. Come ha detto il sindaco in consiglio comunale, non c’è luglio che passi senza tagli». Anche per quanto riguarda la cifra che andrà allo Stato e quella che rimarrà al Comune, i dati forniti dal ministero dell’Economia e quelli del comune di Pesaro non coincidono, tanto che, secondo il ministero, al Comune rimarrebbero oltre 7milioni e mezzo mentre invece allo Stato andrebbero oltre 5milioni e mezzo. Una cosa per l’assessore è comunque certa: «Lo Stato non potrà chiedere più nulla ai cittadini e alle imprese che ormai hanno già dato troppo e se dovesse farlo, noi come amministrazione faremo di tutto per combattere questi provvedimenti». Per quanto riguarda l’Imu sulle attività commerciali e artigianali, l’assessore al bilancio incontrerà le associazioni di categoria il 25 luglio: «Insieme analizzeremo tutti i dati — dice — ma putroppo non ci sono state entrate maggiori con la prima rata imu. E’ chiaro che da qui a settembre dovremo verificare quali siano le misure adottate dal governo sul fondo di riequilibrio e sulla spending review. Voglio ricordare però che il nostro Comune si posiziona al 79° posto nella classifica e quindi ampiamente sotto la media nazionale per la richiesta di tassazione pro-capite».

E’ POLEMICO invece Valter Eusebi, capogruppo Pdl: «Speravo che il sindaco approfittasse della verifica di metà mandato per impegnarsi a rivedere l’aliquota Imu massima applicata sulla seconda casa e invece niente. Nella crisi odierna sarà molto difficile pagare una cifra così alta per i possessori di una seconda casa che spesso e volentieri sono persone che hanno avuto quella casa in eredità, oppure di una abitazione per i figli e magari uno di questi oggi ha perso anche il lavoro».

Alice Muri

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