Restano disperate le condizioni del 21enne scontratosi col taxi
Pesaro, 31 luglio 2012 - UN FLUSSO cerebrale flebile, sangue che ancora arriva all’encefalo, come ha dimostrato l’esame (un’arteriografia) svolto ieri sul corpo di Luca Galleti. Da un punto di vista clinico, quel flusso non è per niente un buon segno. Ma è comunque, sotto altri aspetti, un segno in qualche modo vitale.
Questo significa che Luca ancora lotta, disperatamente, per la vita, anche se la situazione è talmente grave da aver bisogno di un miracolo. Questo significa anche che oggi — e se ci sarà bisogno anche nei giorni a venire — verrà ripetuto lo stesso esame di ieri mattina, per verificare sempre l’attività cerebrale. Le lesioni al cervello di Luca, dopo l’impatto con la macchina del tassista e poi con il terreno, purtroppo non sembrano reversibili. Il 21enne pesarese si è scontrato con un taxi venerdì scorso alle 24 e 30 in via Ugolini: lui era in sella alla sua bici e stava tornando a casa. Da allora, respira grazie alla ventilazione, e solo grazie a quella è garantita l’attività cardio-respiratoria.
ANCHE IERI mattina una processione di amici e parenti era al capezzale del ragazzo, davanti al letto della rianimazione. I genitori, il cugino, lo zio, gli altri parenti, oltre ai tantissimi amici. Negli orari disposti dal reparto è possibile vedere fisicamente il ragazzo. A turno, lo fanno in tanti. Sulle facce di tutti c’è disegnata l’angoscia.
«DAI LUCA, non mollare», c’era scritto anche su uno degli striscioni del Palio dei bracieri, domenica scorsa. E anche su quegli stessi social network che ne hanno annunciata la scomparsa anzitempo, in molti ora hanno scritto messaggi di affetto.