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L’abbraccio con i genitori alla stazione: Giuseppe è tornato, la ‘fuga’ è finita

Lieto fine

E’ sempre rimasto a Trieste. Il padre: «Per parlare avremo tempo»

Giuseppe Ghirlanda
Giuseppe Ghirlanda

Pesaro, 19 agosto 2012 - I SUOI lo hanno riabbracciato finalmente ieri pomeriggio, alle 15 e 30, alla stazione di Pesaro, scendeva dal treno proveniente da Trieste. Giuseppe Ghirlanda, pesarese, 21 anni, studente alla facoltà di Biotecnologie di Ferrara, ha finito così la sua «fuga». Per settimane, dal 21 luglio scorso, non aveva dato notizie di sè, facendo preoccupare molto la famiglia, che è arrivata a temere il peggio, dopo aver anche deciso di fare denuncia di scomparsa ai carabinieri. Solo l’8 agosto scorso, Giuseppe aveva inviato un sms secco ai suoi per rassicurare: «Sto bene».
 

L’ALTRO IERI mattina, un agente della Polfer di Trieste lo nota per puro caso alla stazione e lo ferma. Riconosce il volto di quel ragazzo inviato pochi giorni prima a tutti i commissariati e le stazioni dei carabinieri d’Italia. Gli chiede se ha voglia di chiamare i suoi, e Giuseppe accetta e parla finalmente col padre Stefano.

Signor Stefano, vi siete chiariti?
«E’ ancora un po’ presto, diciamo che Giuseppe ha fatto un’esperienza, e ora siamo molto contenti di averlo rivisto».
Gli ha chiesto perchè per tutto questo tempo, a parte il flash dell’8 scorso, Giuseppe non aveva voluto tenere contatti?
«Non gliel’ho chiesto, ancora. Credo che avesse un disagio interno, e chiamarci per lui significava sentirsi in obbligo di spiegarlo. Per questo credo che non abbia voluto chiamarci. Ora siamo in una specie di ‘buen retiro’, avremo tempo per parlare».
Come ha vissuto in questo mese suo figlio?
«E’ sempre stato a Trieste, dove tra l’altro c’è la specialistica della sua facoltà, e quindi è andato a informarsi per quello. Dormiva in una struttura gestita da una suora, ha conosciuto varia umanità, viveva grazie anche a quei piccoli prelievi fatti con la sua carta di credito. A Viterbo, dove la cella Tim lo aveva segnalato, in realtà lui non ci è mai stato. Comunque ha sempre letto cosa scriveva il ‘Carlino’ di lui. Ora è qui vicino a me».

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