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La sfida dell'"Aita" vinta dai Turchini

Festa del duca a Urbino

Il gioco che non si faceva più da 381 anni ha entusiasmato il pubblico. Ora si pensa a creare nuove squadre per allargare la competizione

di Tiziano Mancini

Lotta dura: sopra un momento della sfida (foto Solidea Vitali Rosati)
Lotta dura: sopra un momento della sfida (foto Solidea Vitali Rosati)

Urbino, 20 agosto 2012 - SE C'E' un'invenzione che sappiamo non verrà mai prodotta, quella è la Macchina del Tempo, ché se un domani dovessero inventarla, la storia ce l'avrebbe già raccontato. Perciò, visto che non possiamo andare noi nel passato dobbiamo provare a portare il passato da noi. E il Gioco dell'Aita era lì da quattro secoli ad aspettare che qualcuno la riportasse in vita.

Non uno sport, che nella sua accezione attuale si sarebbe sviluppato soltanto con le moderne regole decoubertiniane e anglosassoni, ma un gioco, anzi un "giuoco" tradizionale di forza e destrezza, una rappresentazione militare in tempo di pace, praticato esclusivamente a Urbino dal XV al XVII Secolo dalla fortissima Legione Metaurense del Ducato d'Urbino e al quale lo stesso Raffaello raccontò di aver assistito da bambino, e sempre al Mercatale, accompagnatovi dal padre Giovanni.

Per merito degli studi del cavalier Giorgio Ugolini prima e del suo omologo Gastone Bertozzini ora, l'idea di riportarla a noi ha avuto la fortuna di essere stata raccolta dalla presidente dell'Ars Francesca Crespini.

Il tutto esaurito dell'attesa curiosa, sulle gradinate e sulle mura fino alle più lontane, annunciato dal pathos imponente dei tamburi e dal corteo storico della Corte Ducale condotto da Flavio Di Paoli, la sfilata delle squadre e degli sbandieratori di San sepolcro hanno annunciato l'evento.

Agli ordini dell'arbitro Giuseppe Faustini e accompagnati dallo speaker Giuseppe Biancalana, gli atleti raccolti per questa première dalla squadra dei Titans Rugby di Urbino hanno risposto gettando sul campo ogni energia per conquistare le bandiere avversarie, che dopo lo zero a zero del primo tempo frutto di assalti furiosi e strenue difese, su decisione dei giudici - considerato il valore di test assoluto - sono state abbassate da 3 metri a 2,80 centimetri.

Ne è scaturita una ripresa ancor più spettacolare, conclusasi con il risultato di 5 a 4 bandiere "rubate" in favore dei turchini (la nobiltà) capitanati da Dario Surano nelle vesti di Messer Piero degli Ubaldini della Carda. I gialli erano capitanati da Federico Ambrosini.

Ai vincitori, la presidente dell'Ars Francesca Crespini ha consegnato il primo Trofeo Ugolini realizzato dall'artista urbinate Ermes Ottaviani. Targhe ricordo anche a Bertozzini ed Andrea Ugolini. Unanime a fine gara l'emozione e la soddisfazione dei colti e degli incliti, per aver assistito a un antico "giuoco" dalla moderna spettacolarità. I sindaci dell'antico Montefeltro sono già stati sollecitatati a organizzare le proprie squadre per proporre nel 2013 un'edizione ancor più fedele all'originale, quando a sfidare Urbino erano i tra angoli del Ducato: le terre eugubine, l'Alto Montefeltro e il versante est fino al mare di Senigallia. Finale di Festa del Duca col botto: i fuochi d'artificio barocchi hanno illuminato a giorno la facciata dei torricini e il Mercatale. Di certo, saranno grati alla Festa i possessori dei biglietti d'ingresso 71456 e 65192 che si porteranno a casa un PC Asus e un televisore Led Dikom da 19 pollici.

di Tiziano Mancini

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