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"La figura di Don Gaudiano non può essere dimenticata"

L'allarme di Dionigi

A 19 anni dalla morte un test nella scuola a lui dedicata 

 

di Franco Bertini

Don Gaudiano (FotoPrint)
Don Gaudiano (FotoPrint)

Pesaro, 11 settembre 2012 - È UNA specie di allarme quello del professor Ivano Dionigi, presidente della Fondazione «Don Gaudiano». Dice: «Sono stato invitato dalla dirigente scolastica a parlare agli studenti della media “Gaudiano” e ho scoperto che, fra tutti, solo uno aveva il padre che sapeva chi era don Gaudiano e solo due coi nonni che lo avevano conosciuto».
 

E tutti gli altri?
«Non lo conoscevano affatto».
Non è un buon segno adesso che si avvicina il ventesimo anniversario della scomparsa di don Gaudiano...
«Per niente buono, la memoria si è andata perdendo, ma la responsabilità è di chi, non fornendo valori per l’oggi, non può poi pretendere che i giovani “abbiano memoria”».
Forse quelli di don Gaudiano erano tempi e realtà molto diversi da oggi...
«Questo è vero, allora avevamo il vento alle spalle, oggi lo abbiamo di fronte e ci frena».
Secondo lei cosa è fondamentalmente diverso oggi?
«Il sistema di riferimento: c’è solo un tempo, il presente; c’è solo uno spazio, il contemporaneo; tante chiacchiere che creano amnesia e l’economia diventata un fine invece di essere un mezzo»
Come pensate di iniziare a recuperare la situazione in questo anno di attesa del ventesimo anniversario?
«Dobbiamo chiamare a raccolta la scuola, la chiesa e la politica: i valori espressi dalla vita e dalle opere di don Gaudiano sono pesaresi ma hanno il carattere dell’universalità come sempre succede con la verità»
Mi tornano in mente anni come nel 2003, quando i ragazzi delle scuole pesaresi raccoglievano le loro testimonianze su don Gaudiano nel bel volumetto “Mettendoci in ascolto”.
«E a me torna in mente il giorno di lutto cittadino dichiarato dal Comune quando don Gaudiano morì. Ci fu una partecipazione massiccia dell’intera città, un corteo lunghissimo, via Rossini era gremita di gente in maniera quasi incredibile».
So che chiederete al Comune di ripristinare la giornata di lutto a partire dal ventesimo anniversario
«Sì, pensiamo che possa essere un’occasione di riflessione e di memoria, attualmente entrambe perdute».
Crede che la scuola. la chiesa e, soprattutto, la politica di oggi saranno ricettivi e capaci di ricostituire la memoria della persona don Gaudiano, delle sue parole anticipatrici e delle sue opere che ancora esistono?
«Credo di sì, tutti insieme con Fondazione e partendo da un principio»
Che sarebbe?
«Sarebbe che, contrariamente a quanto ci piace far credere, i giovani non sono il futuro, ma il presente di una città. E lo sono anche di Pesaro».

Franco Bertini

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