I misteri mai risolti della necropoli romana

Ad Urbino tra la più fitta vegetazione si nascondono i segreti del passato... (foto Mancini) (1 / 25)

...appena oltrepassato l’ingresso della grotta, ci accoglie un simbolo inequivocabile (foto Mancini) (2 / 25)

Seguito da altri dello stesso tipo (foto Mancini) (3 / 25)

Sono diverse le croci e le incisioni (foto Mancini) (4 / 25)

Fessurazioni artificiali ancora da indagare (foto Mancini) (5 / 25)

Un altare protocristiano? (foto Mancini) (6 / 25)

Accanto alle croci, segni ancora da decifrare (foto Mancini) (7 / 25)

Una tomba a camera? Il sincretismo va considerato (foto Mancini) (8 / 25)

Accanto, un altro scavo nell’arenaria (foto Mancini) (9 / 25)

Betti vi si inoltra, Mercantini vigila su di lui e gli dà luce (foto Mancini) (10 / 25)

L’accesso a una stanza si apre sul terreno (foto Mancini) (11 / 25)

Betti procede con l’ispezione (foto Mancini) (12 / 25)

E si cala nelle viscere della terra (foto Mancini) (13 / 25)

La profondità e la destinazione d’uso sono da considerare, visto il materiale di riporto (foto Mancini) (14 / 25)

La volta interna è più di due metri di altezza (foto Mancini) (15 / 25)

Forse è una cisterna (foto Mancini) (16 / 25)

Poco lontano, un’altra apertura. Probabilmente destinata alle derrate alimentari (foto Mancini) (17 / 25)

Mentre altre croci appaiono... (foto Mancini) (18 / 25)

...e incavi il cui significato è tutto da decifrare (foto Mancini) (19 / 25)

Francesco Mercantini, Michele Betti e Filippo Venturini (foto Mancini) (20 / 25)

Con loro anche Carlo Cangiotti, proprietario del terreno (foto Mancini) (21 / 25)

Finché la luce riappare... (foto Mancini) (22 / 25)

Verso l’uscita (foto Mancini) (23 / 25)

A riveder le stelle (foto Mancini) (24 / 25)

Verso nuove scoperte (foto Mancini) (25 / 25)

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