Pesaro, 7 settembre 2017 - Dopo la notizia delle dimissioni di Gianfranco Mariotti dalla Sovrintendenza del Rossini Opera Festival si rincorrono le le reazioni del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo.

Primo fra tutti naturalmente il sindaco di Pesaro Matteo Ricci: “Gianfranco Mariotti per noi è un patrimonio. Una figura straordinaria che ha proiettato Pesaro nel mondo attraverso l’intuizione geniale del Rof, parte essenziale dell’identità della città della musica”.

È impossibile evidenziare tutto quello che Mariotti rappresenta - aggiunge Ricci -: il suo lavoro su Rossini è stato e continua ad essere immenso, con la Fondazione e con le altre istituzioni musicali della città”.

La decisione delle dimissioni, secondo il sindaco, “non è un fulmine a ciel sereno, ma una scelta fatta per amore del Rossini Opera Festival e della città. Una dimostrazione ulteriore della grande caratura dell’uomo e del professionista, a cui dobbiamo infinita riconoscenza. Ma ovviamente Gianfranco continuerà ad essere sempre al nostro fianco: abbiamo bisogno di lui soprattutto adesso, con il 150esimo di Rossini alle porte”.

Per il direttore artistico del Rof Ernesto Palacio le dimissioni di Mariotti, storico sono “un gesto onorevole”. Secondo Palacio, lui stesso in passato famoso cantante rossiniano, poi insegnante di agente di cantanti, “Mariotti è un’icona del Rof, lo ha creato lui, lo ha seguito lui per tutta la vita”.

Il suo contratto sarebbe scaduto comunque a breve. “Ma di fronte non a rilievi, ma solo ad alcuni quesiti posti dalla Corte dei Conti alla luce della legge Madia (in merito agli incarichi conferiti da enti pubblici a persone in pensione) ha preferito farsi da parte”, spiega Palacio.