Pesaro, 11 ottobre 2017 - La Guardia di Finanza di Pesaro, in seguito a una segnalazione della Prefettura, ha scoperto una evasione fiscale di circa 700 mila euro perpetrata da una onlus dal 2013 al 2017. La Finanza ha avviato da alcuni mesi, in ambito provinciale, una serie di controlli proprio nei confronti delle “associazioni” onlus (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale).

L’associazione è, infatti, il tipo di ente la cui costituzione è privilegiata nell’ambito della promozione sociale e della pratica di attività sportive dilettantistiche in quanto favorisce l’aggregazione delle persone animate dal medesimo interesse figurando, nel contempo, destinatario di norme che, a vario titolo, ne incentivano la diffusione. L’uso distorto dello strumento, pertanto, è stato analizzato e ha spinto le Fiamme Gialle ad approfondire il fenomeno e a indagare le anomalie più significative.

In particolare, gli accertamenti hanno consentito di rilevare che l’associazione in parola, pur presentandosi come ente non lucrativo operante nell’ambito dell’assistenza sociale, in realtà forniva, a carattere esclusivo e con modalità tipicamente imprenditoriali, veri e propri trattamenti curativi, attività non rientrante nei settori connotativi delle Onlus, specificamente indicati dalla legge.
Gli ulteriori approfondimenti hanno, inoltre, portato alla luce un singolare aspetto della vicenda: l’associazione, nonostante fosse stata destinataria di un “Provvedimento di cancellazione dall’Anagrafe Unica delle Onlus” da parte dall’Agenzia delle Entrate, aveva continuato a proporsi come organizzazione non lucrativa, mantenendo l’acronimo onlus nella propria denominazione.

Adottando impropriamente la contabilità tipica degli enti no profit, l'associazione aveva qualificato gli incassi come “erogazioni liberali” e, in quanto tali, sottratti alla normale tassazione.
 


 

continuato a proporsi come organizzazione non lucrativa, mantenendo l’acronimo “ONLUS”
nella propria denominazione.
L’ispezione ha consentito di scoprire come la stessa, adottando impropriamente la
contabilità tipica degli enti no profit, avesse qualificato gli incassi della reale attività svolta
alla stregua di “erogazioni liberali” e, in quanto tali, sottratti alla “normale” tassazione.
L’attività di servizio si pone in continuità con altre analoghe svolte dalla Guardia di Finanza
della provincia di Pesaro e Urbino a vantaggio dei cittadini e dei reali enti no profit.