Fano, 2 maggio 2017 - Trovato il sicario e trovati i mandanti. La polizia sta per chiudere il cerchio su chi ha pagato il presunto autore dell’attentato (è indagato il 32enne di Montecchio Fabio Di Lucera) per mandare arrosto la sede di Fano Tv, avvenuto il 23 marzo scorso. Sono tre gli indagati. Oltre al sicario, la procura della Repubblica e in particolare gli inquirenti della squadra mobile e del commissariato di Fano ritengono che dietro ci siano altre due persone, di cui non si conoscono per ora i nomi né se siano uomini o donne. Ma ciò che appare chiaro è l’estraneità dell’attentato all’attività della Tv. 

Insomma, si tratta probabilmente di un dispetto, una rivalsa per qualcosa o qualcuno che frequenta la sede della tv che può avere contenziosi aperti con persone che hanno pensato di regolare i conti appiccando il fuoco. Siccome gettare benzina sotto una porta sembrava facile facile così mandanti e sicario hanno deciso di seguire questo piano, incuranti tra l’altro della presenza delle telecamere fisse. Queste hanno ripreso l’arrivo dell’attentatore, le sue mosse, i particolari del vestiario, le scarpe, e tutto quello che poteva tornare utile per una identificazione. Non a caso, gli agenti di polizia che hanno perquisito la casa di Di Lucera hanno sequestrato felpe e scarpe oltre ai telefonini in uso al giovane. Di cui è stata perquisita anche una casa di campagna che frequentava perché ci tiene dei cavalli. 

E’ proprio il traffico telefonico oltre a quegli indumenti ad interessare gli investigatori. Il telefono potrebbe rivelare i contatti, persino quelli cancellati, tra il 32enne e i suoi complici, nell’immediatezza dei fatti e nei giorni successivi. L’inchiesta per questo appare giunta a una svolta. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Silvia Cecchi.

Il difensore del 32enne, l’avvocato Marco Defendini spiega: «Di Lucera rigetta qualunque tipo di accusa, si dichiara totalmente estraneo all’evento dell’incendio doloso alla sede di Fano tv e non ha mai avuto rapporti con proprietà, giornalisti o impiegati della Tv. Per cui non si vede come possa esser tirato in ballo in questa vicenda». In attesa che l’inchiesta faccia chiarezza su mandanti e colpevoli, la redazione giornalistica di Fano Tv ha ripreso fin dal giorno seguente l’incendio doloso la sua normale programmazione.