Pesaro, sabato 9 settembre 2017 - Chiamato più volte in causa in causa dopo i gravi fatti di Rimini per la gestione dei migranti, il prefetto Luigi Pizzi interviene per fornire chiarimenti sul sistema di accoglienza dei profughi e annunciare le ultime iniziative avviate. Pur ribadendo che l'attività pluriennale rivolta ai profughi <ha sortito risultati eccellenti e che non può certo essere un episodio, seppure esecrabile, a metterla in ombra>, Pizzi ha annunciato per martedì 12 settembre una riunione del Comitato provinciale per la sicurezza pubblica nel corso della quale intende individuare ulteriori misure di prevenzione e di vigilanza intorno al parco Miralfiore e alla stazione ferroviaria. Per quanto riguarda i migranti, la prefettura fa sapere di aver già provveduto a convocare tutti i gestori dei Centri di accoglienza straordinaria per fare una rapida ricognizione degli ospiti già usciti dal circuito dell’assistenza (circa 600) per accertare i loro attuali luoghi di dimora in Italia o all’estero. Di più: per perfezionare l'attività di accompagnamento è già stato programmato un incontro della Conferenza provinciale permanente, che si terrà presumibilmente nella settimana che va dal 18 al 22 settembre, a cui saranno invitati a partecipare rappresentanti delle forze di Polizia, degli enti locali, della Regione, delle associazioni di volontariato e ovviamente i gestori delle strutture di accoglienza. Infine, nel tentativo di bloccare ogni polemica sulla presunta, quanto eccessiva presenza di migranti nei quartieri di Borgo Santa Maria e di Pozzo Alto, il prefetto ha assicurato che a breve si procederà ad una loro riduzione con la chiusura anche di uno dei Centri che attualmente li ospitano. "Ricordo però nuovamente - ha detto Pizzi - che nessuno può chiedere e tanto meno pretendere che la Prefettura non ottemperi ai propri obblighi contrattuali, esponendo peraltro se stessa e la propria amministrazione a responsabilità di carattere amministrativo-contabile. L'auspicio è che, con queste misure, si attenui il clima di allarme e di serpeggiante intolleranza che si sta pericolosamente determinando a Pesaro che certamente non favorisce l’attuazione di equilibrate e razionali iniziative di rafforzamento dell’attività di prevenzione, oltre che ingenerare un ingiustificato stato di apprensione tra i cittadini".