Urbino, 16 giugno 2017 - Si è sparato un colpo alla tempia. Senza un perché né una spiegazione. Giacomo Guidi, che avrebbe compiuto 45 anni in novembre, sposato, residente a Urbino, figlio del fondatore del marchio di abbigliamento Piero Guidi ha deciso ieri sera alle 19.30 di farla finita. Ha preso la sua pistola, regolarmente detenuta, si è seduto nel divano di casa ed ha fatto fuoco. In quel momento non c’era nessuno. Lo ha trovato qualche minuto più tardi il padre Piero, che era andato a cercarlo. Il corpo era disteso, ormai senza vita. La corsa dell’ambulanza del 118 è stata inutile. Il medico ha solo constatato che per Giacomo Guidi era tutto finito. Poi sono arrivati i carabinieri per gli accertamenti.

Una tragedia che non sembra avere appigli per cercarne il senso. A meno di voler considerare il momento che stava attraversando l’azienda di famiglia con negozi sparsi tra gli Stati Uniti e la Cina. Due mesi fa, era stato chiesto al tribunale di Urbino di poter accedere al concordato con continuità, in modo da garantire il lavoro ai dipendenti di sempre e di poter guardare con fiducia al futuro grazie ad un piano di ristrutturazione del debito con la chiusura di negozi non redditizi e contenimento delle spese. Giacomo, che aveva la responsabilità del brand e della parte inerente alla pubblicità, era preoccupato ma sapeva che la famiglia aveva fatto la scelta giusta di cui proprio ieri ne avevano scritto i giornali. Ma qualcosa lo ha fatto arrivare al punto di non ritorno.