Pesaro, 18 novembre 2017 - Conoscevano le abitudini delle dipendenti e gli orari del supermercato. Tanto che sono andati a colpo sicuro, giovedì sera, alle 21,30 circa, al supermercato Eurospin, di via Arena, a Montecchio. Una banda di tre persone, incappucciati, età da definire ma sicuramente giovani, accento dell’Est Europa. Hanno sorpreso le tre dipendenti nella parte retrostante dell’esercizio, che era già chiuso da circa un’ora, quando queste stavano ultimando alcune operazioni. I tre sono piombati sul gruppetto delle dipendenti ed uno di loro le ha minacciate con una pistola, ancora non si sa bene se giocattolo o vera. «Riaprite, e dateci i soldi»; più o meno la frase, da cui poi si è dedotto che almeno uno dei tre aveva l’accento dell’Est. Le ragazze non hanno opposto resistenza. Hanno riaperto il supermarket appena chiuso ed hanno dovuto accompagnare il terzetto vero la cassaforte: aperta con la chiave da una delle tre. All’interno, il fondo cassa: circa 1500 euro, il bottino con il quale poi i tre banditi sono fuggiti.

Prima però hanno costretto le tre in un bagno, anche se non le hanno chiuse a chiave, ed hanno intimato loro di non chiamare nessuno. Non solo: sono fuggiti rubando l’auto di una delle dipendenti, una Toyota. Dopo circa un quarto d’ora le tre ragazze hanno chiamato i carabinieri, e sono giunti sul posto quelli di Montecchio. E’ scattata la caccia all’uomo che fino a ieri sera però non ha dato esito. Nessuna delle ragazze è ferita o ha avuto conseguenze, a parte un po’ di innegabile spavento, a seguito della rapina. Nessuno dei tre banditi ha usato violenza nei loro confronti ed avevano modi, se non gentili, non tali da creare terrore fra le tre, ma solo paura.

Vallefoglia si conferma dunque terra spesso preferita da queste bande per le scorrerie che possono portare anche bottini abbastanza modesti. Evidentemente i tre pensavano di poter mettere le mani su un incasso più sostanzioso. Le ricerche dei carabinieri di Pesaro e Montecchio, al comando rispettivamente del maggiore Gentili e del maresciallo Giabbani, continuano.

ale.maz.