Pesaro, 18 marzo 2017 - Erano fidanzati da molto tempo. Lei e lui, ambedue di 38 anni. Solo che l’uomo, autista, residente nel Riminese, aveva in corso un’altra storia sentimentale dalle sue parti. Per questo, quando la fidanzata pesarese nel 2015 lo ha scoperto, ha voluto troncare ogni rapporto. Ma non si è resa conto subito che non sarebbe stato così facile riuscirci. Infatti a fine anno, oltre alle continue telefonate e messaggi dell’uomo, si è ritrovata con le gomme tagliate. Lì per lì non ha pensato di presentare denuncia, privilegiando la tesi dell’atto di teppismo generalizzato. Ma dopo qualche mese di telefonate e minacce, la donna si accorge arrivando al lavoro nel giugno 2016 che i muri della recinzione intorno all’ufficio dove lavora è pieno di scritte offensive nei suoi confronti, con nome e cognome.

A quel punto chiama i carabinieri e racconta il dramma che sta vivendo per colpa del suo ex fidanzato. Passano un paio di mesi, e nella notte della festa della candele al mare a Pesaro, riceve dal suo ex una foto che ritrae la festa delle candele al mare, come se l’uomo volesse provare di essere vicino, di seguirla sempre a pochi metri di distanza. Altra chiamata ai carabinieri ma dell’uomo nessuna traccia. Partono le indagini, la procura chiede di acquisire tutti i tabulati telefonici dello stalker e a quel punto emergono chiaramente le tante telefonate di persecuzione ai danni della 38enne oltre ai messaggi di minaccia. E nei giorni scorsi, oltra all’inchiesta per stalking nei confronti dell’uomom, è stata emessa una misura cautelare quale il divieto ad avvicinarsi alla 38enne. Una misura che fa da preludio al carcere nel caso dovessero ripetersi minacce, telefonate, pedinamenti, offese o semplicemente decidesse di tornare ad avvicinarsi alla sua ex.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Silvia Cecchi, hanno permesso di accertare tutta la serie di pedinamenti e di persecuzioni telefoniche che la donna aveva subìto nell’ultimo anno. Da qui la misura cautelare del divieto di avvicinarsi alla ex fidanzata, sia durante la giornata di lavoro che alla sua abitazione e a tutti i luoghi che può frequentare nel tempo libero.

Per il sostituto procuratore Silvia Cecchi «siamo di fronte in questi ultimi mesi ad una pioggia di casi di stalking messi in atto anche da giovanissimi. E’ un fenomeno che non possiamo sottovalutare mai, qualunque sia la forma usata per perseguitare la donna». Rimane da sapere quali possono essere le contromisure che una donna può adottare per sfuggire al controllo. «Consigliamo alle donne di avvertire immediatamente le forze dell’ordine – dicono gli inquirenti – in modo da interrompere la spirale di violenza anche psicologica che viene ad instaurarsi. Non possono aspettarsi che la persecuzione cessi per volontà del persecutore. Questo succede quando c’è un intervento di polizia».

di ro. da.