Pesaro, 28 dicembre 2017 - Emergenza smog: Pesaro è "fuorilegge". La notizia era nell’aria, ma fino a ieri non si avevano dati certi, in quanto la centralina del Parco Scarpellini (che rileva le sostanze inquinanti nell’aria che respiriamo) era muta dal 20 dicembre scorso. La situazione molto critica in tutto il Nord però, ci ha spinti a scavalcare la pagina web priva di dati e a contattare direttamente i referenti dell’Arpam ad Ancona, che hanno snocciolato l’amara sentenza. A Pesaro le famigerate Pm10 hanno superato i limiti di protezione della salute pubblica per ben 37 volte, oltrepassando così il numero di 35 sforamenti massimi consentiti dall’Ue in un anno. Questa mattina il responsabile della qualità dell’aria regionale, il dottor Marco Salustri dell’Arpam, invierà al sindaco Ricci la lettera per notificare la situazione critica. Una situazione per altro non priva di conseguenze, visto che l’essere «fuorilegge» comporterà anche l’applicazione di pesanti sanzioni da parte dell’Europa. Soldi che dovranno essere sborsati dalla Regione, e quindi da noi cittadini.

I giorni più critici si sono avuti prima di Natale, tra il 21 e il 24 dicembre, dove le polveri sottili hanno toccato picchi preoccupanti. Giovedì 21 la centralina del Parco Scarpellini ha rilevato la media giornaliera di 73,1 µ/m3, contro i 50 consentiti. Ma il dato ancor più preoccupante è quello relativo alle ancora più pericolose Pm2,5, le polveri ultrasottili, in grado di penetrare fino agli alveoli polmonari ed arrivare al sangue, causando diverse malattie (lo stesso primario di Ematologia, Giuseppe Visani ha lanciato l’anno scorso l’allarme).

Il 21 dicembre, la media delle Pm2,5 ha superato addirittura i 44,5 µ/m3 contro i 25 consentiti, ed è rimasta sopra i limiti anche nei giorni successivi. Ma l’inquinamento non ha coinvolto solo le polveri sottili. In base hai dati pubblicati sulla pagina dedicata dell’Arpam, anche l’ozono (O3) ha superato abbondantemente i parametri consentiti, e questo è accaduto sia a Pesaro che ad Urbino, con 24.812 µ/m3/h, contro valori obiettivo di 18.000 µ/m3/h. Stessa cosa per il Biossido di Azoto, con 75,2 µ/m3 a Pesaro e 86,8 a Fano (valori limite: µ/m3 40).

L’emergenza ovviamente non coinvolge solo la nostra città, ma l’intera Pianura Padana (di cui siamo l’estrema appendice), dove la nebbia killer raggiunge livelli record. Tanto che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha evidenziato come in questa zona si respiri l’aria peggiore d’Europa. Un primato triste, già anticipato molti anni fa da uno studio epidemiologico dell’Arpam secondo cui a Pesaro nel 2006, a causa delle polveri sottili, sono stati stimati 17 decessi, con oltre 75 ricoveri per patologie collegate.