Pesaro-Urbino, 16 marzo 2017 - C’erano un centinaio di studenti ad assistere all’inaugurazione della mostra sulla tradizione del tiro al volo nelle competizioni olimpiche 1956-2016, tenutasi mercoledì nell’aula magna del Palazzo Battiferri. Il progetto, promosso dall’Università di Urbino, ha come obiettivo principale il rilancio della disciplina del tiro al volo nel nostro territorio, cercando di coinvolgere soprattutto gli studenti.

Gli ospiti d’onore sono stati: Marco Innocenti, tiratore specializzato in double trap, Giovanni Pellielo, tiratore specializzato in trap, Jessica Rossi, tiratrice specializzata in fossa olimpica, e l’inviato di striscia la notizia Valerio Staffelli, che pratica questa disciplina da amatore. Per motivi di salute non è potuto esserci il tiratore toscano Gabriele Rossetti, specializzato in skeet. Dopo i saluti del rettore Vilberto Stocchi, che ha voluto ricordare le vittorie del campione di Urbino Alberto Carneroli, è stato il momento di Valerio Staffelli, che non ha perso l’occasione per lanciare una frecciatina all’assessore Sgarbi: “potremmo fare il lancio dello Sgarbi come sport, lo lanciamo in aria e gli spariamo, dopotutto è il politico più assenteista d’Italia, quindi a cosa serve?”.

Dopo le battute dell’inviato di striscia, è stato il momento delle domande del pubblico per i tre campioni, e Il piemontese Giovanni Pellielo, raccontando le sue esperienze, ha spiegato: “esistono due tipi di atleti nel mondo dello sport, il primo è spinto da un desiderio di gloria, e quando lo raggiunge perde la grinta, mentre il secondo invece, nel quale io mi riconosco, ha un fuoco dentro costante che lo spinge a mettersi sempre in gioco, ed è per questo che alla mia età ancora non riesco a smettere di fare gare”. Gli atleti e Staffelli durante la conferenza, hanno più volte invitato gli studenti a provare questa disciplina, con la promessa che sarà per loro un’esperienza indimenticabile.