Pesaro, 3 gennaio 2018 - Ha vinto, al momento, Valentino Rossi. I ricorsi presentati dai residenti delle ville situate attorno alla ‘famigerata’ Biscia sono considerati – sulla base di una sentenza del Tar Marche, cui i ricorrenti si erano rivolti, notificata alle parti proprio ieri – «in parte dichiarati improcedibili, in parte irricevibili e in parte respinti». Insomma, sono da ‘respingere’ le eccezioni che i residenti avevano avanzato agli enti preposti (Comune di Tavullia, Provincia, oltre che alla ‘Test Track’, società proprietaria del terreno e che l’intero impianto gestisce) sulla carenza di una serie di elementi: mancanza di documenti – in primis la Via, la valutazione di impatto ambientale che secondo alcuni ricorrenti invalidava l’intero impianto, oltre a una serie di valutazioni sulle emissioni acustiche, gli orari di funzionamento dell’impianto, oltre a varie violazioni che sarebbero state compiute realizzazondo la Biscia.

Ma i giudici del Tar – Maddalena Filippi, presidente, e i consiglieri Gianluca Morri e Tommaso Capitanio – non sono d’accordo e motivano il tutto in 19 pagine, in cui danno torto ai ricorrenti. Ai cui legali, adesso, non resta altro che ricorrere all’organo di appello amministrativo, cioè il Consiglio di Stato. Il Tar ha respinto sia il ricorso di Michele Mucciacito, che quello degli altri due residenti, i coniugi Pompucci e Stefano Urbinati.

I giudici ritengono che la ditta non abbia commesso nessun illecito per quanto riguarda il permesso di costruire. E’ «legittima l’esenzione dalla Via», la valutazione di impatto ambientale, seppure con prescrizioni. «Nel caso in questione – aggiungono i giudici – la variante urbanistica è stata sottoposta a valutazione ambientale strategica ed ha ottenuto il parere favorevole della Provincia». «Il Comune di Tavullia ha dato ampiamente conto delle ragioni per le quali un intervento di trasformazione del territorio posto in essere da un privato è stato considerato funzionale a produrre importanti ritorni economici e di immagine anche per la comunità locale. Ma, del resto, alcuna censura i ricorrenti avrebbero potuto muovere se l’impianto anziché ospitare attività motoristiche fosse stato destinato alle gare ciclistiche (mountain bike) o all’atletica leggera (cioè ad attività sportive “silenziose”).

Il Comune ha valutato che, in ragione della indiscussa popolarità di cui il concittadino Valentino Rossi gode a livello mondiale, la presenza di un impianto di allenamento del popolare campione e di un contiguo museo a lui dedicato avrebbe potuto costituire un indubbio polo di attrazione per appassionati di tutto il mondo, con conseguenti positive ricadute per il turismo e il commercio. Il fatto che poi il Comune abbia anche chiesto ed ottenuto un’ulteriore utilità (ossia che l’impianto possa essere utilizzato anche per iniziative sportive e sociali dedicate a studenti) non è di per sé la ragione fondante della variante».

C’è poi la questione dei rumori e degli orari. «Gli orari di funzionamento dell’impianto non coincidono con le ore dedicate al riposo pomeridiano e notturno delle persone. Lo studio dell’Arpam ha giudicato completo ed approvato lo studio di impatto acustico, visto che in nessuna delle verifiche eseguite dall’Arpam negli ultimi anni il valore limite di emissioni è risultato superato».