Pesaro, 4 febbraio 2016 -  Luca Varani, l'avvocato pesarese che ha fatto sfregiare con l'acido la sua ex, Lucia Annibali, nell'intervista a Franca Leosini, per
'Storie Maledette',  trasmessa da Raitre l'ha ripetuto più volte. "Non c'è un giorno, non c'è un'ora che non penso a Lucia, a quello che sta facendo. Sono contento che abbia fatto un percorso importante. So che dovrà combattere, e se un giorno potrà perdonarmi, sarà una cosa che farà del bene anche a lei". Rinchiuso nel carcere di Teramo, Luca Varani è stato condannato in Appello a 20 anni di reclusione (FOTO). Il 10 maggio comparirà davanti alla Corte di Cassazione. L'intervista è stata criticata dalla Procura della Repubblica di Pesaro, proprio per il rischio che possa incidere sul giudizio definitivo, mentre alcuni parlamentari del Pd avevano chiesto la sospensione della messa in onda per motivi di opportunità.

«Il futuro - ha detto in televisione - è un'incognita stando qua, con una condanna così pesante. Ma sono pronto a pagare: quello che è successo al volto di Lucia è colpa mia». Varani ha ammesso di aver vissuto con leggerezza e immaturità la relazione con la Annibali: "L'ho fatta soffrire, prima l'ho ferita nei sentimenti e poi anche fisicamente. È un rimorso che mi porterò dietro sempre. È dura per lei ma è dura anche per me". "Io però non le ho mai detto ti amo - ha ricordato Varani -. Ho vissuto qualcosa di nuovo e diverso, poi ho capito che non era amore, e c'erano cose di lei che non mi piacevano".

Ha poi negato di aver tentato di uccidere Lucia manomettendo l'impianto del gas dell'abitazione della ragazza, ha sostenuto di non averla "mai minacciata" con messaggi sul cellulare ma ha ammesso di aver ingaggiato i due albanesi, condannati come esecutori materiali dell'assalto con l'acido, per "l'idea stupida di fare un dispetto" alla macchina nuova che Lucia aveva appena comprato. Poi però, ha ammesso, il progetto iniziale è deviato. Anche se non su sua indicazione esplicita.  Varani tuttavia si è assunto l'intera responsabilità di quanto avvenuto quel 16 aprile del 2013. " Io non li ho fermati - ha ammesso -: questo è il mio più grande rimorso".