Urbino, 27 marzo 2015 – La Casa della Poesia è ufficialmente aperta, ha ora un cammino da fare di rilancio di un museo che è stato snobbato dai turisti e dimenticato dagli urbinati.

Intanto, la Casa della Poesia si arricchisce della sfida di creare un «museo sonoro», per volontà dell’assessore alla Rivoluzione Vittorio Sgarbi che ha voluto smantellare il Museo della Città, trasferire le opere di Umberto Mastroianni, ora conservate alla Rampa di Francesco di Giorgio Martini, chiusa, dare una nuova identità a Palazzo Odasi.

Il museo sonoro ha già fatto un bel bottino perché, oltre alle registrazioni di attori famosi che leggono poesie e degli stessi poeti, ci saranno i nastri con le riflessioni del poeta americano Ezra Pound: durante l’inaugurazione, venerdì mattina, è stato infatti annunciato che gli eredi doneranno «decine e decine di nastri con le conversazioni che mia nonna faceva con Ezra Pound: ci sono poesie recitate, dialoghi ma anche tanti silenzi e il vento», ha promesso Sigfried Walter de Rachewiltz, nipote del poeta Ezra Pound, che ha annunciato il dono alla città durante la presentazione, nella sala convegni di Palazzo Ducale, della nuova Casa della Poesia.

Dopo tante polemiche sull’iniziativa dedicata al poeta statunitense che legò la sua poetica e ideologia al nazismo, poi rinnegato, e al fascismo, la stessa figlia ha cercato di chiudere ogni questione: «Chi fa polemica si vada a leggere Pound, studi e poi capisca quello che voleva significare», ha accennato Mary de Rachewiltz figlia del poeta.

Vittorio Sgarbi con Mary de Rachewiltz

«Nella prima sala, per due mesi, ci sarà nella Casa della Poesia la mostra dedicata a Pound - ha spiegato il curatore Luca Cesari -. Ricordo che nel ‘58 Mary de Rachewiltz la figlia, con dei docenti universitari dell’Ateneo urbinate era scesa in queste zone. Non è la prima volta che si fa qualcosa che riguarda Pound e anche nel 2000 si progettava una grande esposizione per gli artisti di Pound. I Cantos sono scritti in Italia, in un dialogo continuo con questo paese, con il Ducato di Urbino e la Signoria di Rimini».

Presentazione della Casa della Poesia

La presentazione della Casa della Poesia

Nessuna contestazione, nessuna protesta e nessuna osservazione ci sono state per le idee che l’amministrazione e in particolare l’assessore Vittorio Sgarbi ha voluto comunicare con il progetto della Casa della Poesia: «Ero irritato dal concetto che il Museo della Città fosse vuoto. Giacevano sculture di Mastroianni e le uniche opere d’arte erano state messe nel mio ufficio ha detto Sgarbi . Ho pensato a Volponi, a Bo, a Piersanti e mi è venuto in mente il museo della Poesia e ho lasciato a Cesari l’ideazione di questo luogo. La prima novità saranno le voci di grandi attori che recitano le poesie e degli autori, quando possibile, che si ascolteranno. La seconda intuizione è quella di celebrare una figura mirabile come Mary de Rachewiltz. Non ho pensato che ci fosse indulgenza politica o ideologica da parte di Cesari e non ho mai pensato che ci potessero essere critiche per queste idee. La polemica nasce solo da dei bruti che non hanno diritto di stare in consiglio comunale poiché tutte le questioni su Pound sono state messe a tacere da Pasolini».

Sgarbi e Mary de Rachewiltz di fronte al dipinto "La Muta" di Raffaello

Mary de Rachewiltz con Vittorio Sgarbi di fronte a "La Muta" di Raffaello