Pesaro, 21 aprile 2017 - Torna il freddo dopo un avvio di aprile “bollente” con le temperature massime che nel Pesarese erano salite fino a 20,1 gradi, ben 5,2 in più rispetto alla media stagionale, secondo un’analisi di Coldiretti su dati dell’Osservatorio agroclimatico del Ministero. Il clima mite ha favorito le fioriture e ora il brusco abbassamento della colonnina di mercurio rischia di “bruciare” parte della produzione di frutta, albicocche e ciliegie in testa. Ma si guarda con preoccupazione anche ai campi di ortaggi, esposti al rischio delle gelate notturne, dopo i problemi causati dalla grandine. I danni provocati dalla tempesta di ghiaccio hanno interessato le coltivazioni di insalate, spinaci e bietole, con un possibile effetto al rialzo dei prezzi delle verdure: insalate e bietole a 3 euro al chilo, mentre per gli spinaci si ipotizzano 3,5 euro al chilo. Solo tra qualche settimana sarà, invece, possibile capire quali sono stati gli effetti del crollo delle temperature sulla frutta. In caso di cali di produzione non consistenti, possibili rincari di circa il 30 per cento rispetto ai prezzi dello scorso anno.

Molte coltivazioni erano in fase avanzata di crescita che le basse temperature potrebbero ora rallentare, favorendo sui mercati le produzioni di altre regioni che non hanno avuto problemi di maltempo. «Purtroppo quelli che una volta erano eventi straordinari sono diventati la quotidianità, con gli effetti dei cambiamenti climatici che rappresentano oggi una sfida importante per le nostre aziende agricole – sottolinea Tommaso Di Sante, presidenti di Coldiretti Pesaro Urbino –. Occorre lavorare su due versanti. Il primo è quello della disponibilità di risorse idriche, con gli interventi di bonifica. Il secondo è quello delle assicurazioni. Fino a ieri eravamo abituati ad attendere il riconoscimento della calamità e i relativi risarcimenti, che però a volte non arrivano e di sicuro non coprono che una piccola parte del danno. Per salvaguardare il reddito delle nostre aziende occorre pensare a nuove forme di assicurazioni capaci di tutelare a 360 gradi le coltivazioni».

Per Denis Bernabucci «i danni maggiori si sono verificati nei vigneti e nei frutteti. Nei vigneti colpiti, la grandine ha letteralmente distrutto i nuovi germogli. Nei frutteti, le temperature fuori norma nell’ultimo periodo avevano mandato avanti la crescita dei frutti, come ad esempio le albicocche, che la grandine dove si è abbattuta li ha rovinati». Ne sa qualcosa Paolo Gambini, che nella sua azienda di Villa Fastiggi produce frutta e verdura di qualità che trasforma anche in pregiate confetture: «I danni più ingenti sono stati per le albicocche». «Non bastava la crisi dei pezzi – chiosa Gianfranco Santi, direttore della Cia – ora bisogna fare i conti anche con il clima impazzito. Un appello: sostenete i nostri agricoltori acquistando i loro prodotti».