Pesaro, 11 dicembre 2017 - "Sono sotto scorta  mi sarei aspettato una mozione di solidarietà», lo ha dichiarato ieri il sindaco Matteo Ricci in consiglio comunale. Era in discussione l’urgenza su una mozione presentata dal Pd (primo firmatario il capogruppo Carlo Rossi) e firmata da tutti i capigruppo di maggioranza che impegna «sindaco e giunta a non concedere locali o spazi dell’amministrazione comunale a quelle organizzazioni che direttamente o indirettamente, anche attraverso i social network, inneggiano al fascismo, al nazismo, al razzismo, procedendo alla modifica, se necessaria, dei regolamenti per la concessione degli spazi pubblici».

Una mozione che chiaramente fa seguito alla decisione presa dal sindaco qualche giorno fa di non concedere la sala circoscrizionale di Pantano a Casapound per la presentazione di un libro. «Dov’è l’urgenza? – ha dichiarato Alessandro Bettini (Fi) – La Costituzione c’è dal ’48 e non mi sembra che alle porte ci sia la marcia su Roma».

L’urgenza è quindi stata bocciata su richiesta dello stesso sindaco: «Chiedo che l’atto venga messo in coda e discusso quando arriverà in scaletta (nelle prossime sedute, ndr) perché su questo tema non può esserci urgenza se non viene riconosciuta all’unanimità». Ma la bocciatura dell’opposizione l’ha fatto infuriare: «Il rinvio mi rammarica perché in questi ultimi 15 giorni a Pesaro ci sono state prima le svastiche all’Anna Frank e poi i fatti di questo weekend. Sono sotto scorta perché minacciato di morte e mi sarei aspettato una mozione di solidarietà».

La replica dell’opposizione. Federico Alessandrini (M5S): «Se fosse in discussione una mozione di solidarietà la voteremmo subito, ma questo documento non fa alcun riferimento a ciò che è avvenuto al sindaco». Giovanni Dallasta (Lega Nord): «Appoggiamo il sindaco nel condannare persone che minacciano di morte, ma questa mozione non è collegata alle minacce. E’ un’altra richiesta e non c’è l’urgenza». La maggioranza, su richiesta del sindaco, si è astenuta. Così l’urgenza è stata bocciata dall’opposizione. Fine del consiglio. Ma non delle polemiche.

Il sindaco Ricci se ne è andato urlando: «Vergogna, almeno su questo mi sarei aspettato l’unanimità. Non c’è politica di fronte alle minacce personali». Qualcosa non ha funzionato nel meccanismo del consiglio, il sindaco ha accusato l’opposizione. «Un consiglio comunale davvero deleterio». La replica: «Sulla solidarietà siamo d’accordo, ma non si può personalizzare un documento che non contiene niente di personale». Il clima è stato incandescente.